Incontro 09 Ottobre 2013

STUDIO: IL LIBRO DEI MEDIUM, CAP. 25

282 – DOMANDE CIRCA LE EVOCAZIONI 

1) Si possono evocare gli spiriti senza essere medium?

“Chiunque può evocare gli spiriti, e se quelli che voi chiamate non possono manifestarsi materialmente, essi comunque vengono presso di voi e vi ascoltano”.

2) Lo spirito evocato risponde sempre alla chiamata che gli è fatta?

“Ciò dipende dalle condizioni nelle quali egli si trova, poiché vi sono circostanze in cui egli non può venire”.

3) Quali sono le cause che possono impedire ad uno spirito di venire alla nostra chiamata?

“La sua volontà prima di tutto; poi il suo stato corporale, se egli è incarnato, le missioni di cui può essere incaricato, ovvero ancora, il permesso che può essergli rifiutato.

“Vi sono spiriti che non possono mai comunicare; sono quelli che, per la loro natura, appartengono ancora ai mondi inferiori alla terra. Non possono neppure comunicare quelli che sono nelle sfere di punizione, a meno di un permesso superiore, che è accordato soltanto per uno scopo di generale vantaggio. Affinché uno spirito possa comunicare, bisogna che abbia raggiunto il grado di avanzamento del mondo in cui è chiamato, altrimenti è straniero alle idee di questo mondo e non ha alcun punto di paragone. La stessa cosa non avviene per quelli che sono inviati in missione o in espiazione nei mondi inferiori: essi hanno le idee necessarie per rispondere”.

4) Per quali motivi il permesso di comunicare può essere rifiutato ad uno spirito?

“Questa può essere una prova od una punizione per lui o per colui che lo chiama”.

5) Come mai gli spiriti dispersi nello spazio o nei differenti mondi, possono intendere da tutti i punti dell’universo le evocazioni che sono loro fatte?

“Spesso essi ne sono avvertiti dagli spiriti familiari che vi attorniano e che vanno a cercarli; ma qui accade un fenomeno che è difficile spiegarvi, giacché voi non potete ancora capire il modo di trasmissione del pensiero fra gli spiriti. Quello che posso dirvi, è, che lo spirito evocato, per quanto distante sia da voi, riceve, per così dire, il contraccolpo del pensiero, come una specie di commozione elettrica, che richiama la sua attenzione verso la parte da cui viene il pensiero a lui diretto. Si può dire che egli senta il pensiero come sopra la terra voi sentite la voce”.

– E’ il fluido universale il veicolo del pensiero, come l’aria è quello del suono?

“Sì, con questa differenza che il suono può farsi sentire solo in un raggio limitatissimo, mentre il pensiero raggiunge l’infinito. Lo spirito, nello spazio, è come il viaggiatore in mezzo ad una vasta pianura, che sentendo pronunciare il suo nome, si dirige verso la parte da dove è stato chiamato”.

6) Sappiamo che le distanze sono poca cosa per gli spiriti, tuttavia non possiamo non meravigliarci di vederli spesso rispondere così prontamente all’appello come se fossero già pronti.

“Infatti qualche volta lo sono. Se l’evocazione è premeditata, lo spirito ne è avvertito anticipatamente e si trova sovente presente prima del momento in cui lo si chiama”.

7) Il pensiero dell’evocatore è forse più o meno facilmente inteso secondo certe circostanze?

“Senza alcun dubbio; lo spirito chiamato da un sentimento simpatico e benevolo, è più vivamente scosso; riconosce quasi una voce amica; senza ciò, accade spesso che l’evocazione non raggiunga il suo scopo. Il pensiero che sgorga dall’evocazione colpisce lo spirito; se è mal diretto, si perde nel vuoto.

“Accade per gli spiriti quello che avviene per gli uomini; se colui che li chiama è loro indifferente od antipatico, possono sentirlo, ma spesso non lo ascoltano”.

8) Lo spirito evocato viene volontariamente, oppure vi è costretto?

“Egli obbedisce alla volontà di Dio, cioè alla legge generale che regge l’universo; e perciò la parola costretto non è esatta, poiché egli giudica se è utile venire: e qui sta ancora per lui il libero arbitrio. Lo spirito superiore viene sempre quando è chiamato per uno scopo utile; egli non si rifiuta di rispondere che nei circoli di gente poco seria, che trattano la cosa per burla”.

9) Può lo spirito evocato rifiutarsi di venire alla chiamata che gli è fatta?

“Certamente; dove sarebbe, senza di ciò, il libero arbitrio? Credete voi che tutti gli esseri dell’universo siano ai vostri ordini? E voi stessi, vi credete forse obbligati di rispondere a tutti quelli che pronunciano il vostro nome? Quando dico che può rifiutarsi, intendo dietro richiesta dell’evocatore, poiché uno spirito inferiore può essere costretto a venire da uno spirito superiore”.

10) Vi è forse per l’evocatore un mezzo per costringere uno spirito a venire suo malgrado?

“Nessuno, se questo spirito è vostro eguale o vostro superiore in moralità – dico in moralità e non in intelligenza – poiché voi non avete sopra di lui alcuna autorità; se egli poi è vostro inferiore, voi potete costringerlo, se ciò è per il suo bene, poiché allora altri spiriti vi aiuteranno”.

11) Vi è forse qualche inconveniente ad evocare gli spiriti inferiori, e si può temere, chiamandoli, di porsi sotto il loro dominio?

“Essi dominano soltanto quelli che si lasciano dominare. Colui che è assistito da buoni spiriti nulla ha da temere; egli si impone agli spiriti inferiori, e questi non si impongono a lui. Nell’isolamento, i medium, e soprattutto quelli che sono alle prime esperienze, debbono astenersi da questa specie di evocazioni”. (Vedi n. 278).

12) E’ necessario avere qualche disposizione particolare nelle evocazioni?

“La più essenziale di tutte le disposizioni è il raccoglimento, quando si vuole trattare con spiriti seri. Con la fede e con il desiderio del bene si è più potenti per evocare gli spiriti superiori. Elevando la vostra anima nel raccoglimento di alcuni istanti al momento dell’evocazione, vi identificate con i buoni spiriti e li disponete a venire”.

13) La fede è necessaria per le evocazioni?

“La fede in Dio, sì. La fede verrà, peraltro, se voi volete il bene e se avete il desiderio di istruirvi”.

14) Gli uomini riuniti in una comunione di pensieri e di intenzioni, hanno maggiore potenza per evocare gli spiriti?

“Allorquando tutti sono riuniti nella carità e nell’amore del bene, ottengono grandi cose. Per contro, nulla è più nocivo al risultato delle evocazioni che la divergenza di pensieri”.

15) La precauzione di fare la catena dandosi la mano durante qualche minuto al principio delle riunioni è utile?

“La catena è un mezzo materiale che non realizza l’unione fra voi, se non esiste nel pensiero; ciò che è più utile di tutto, è di unirsi in un pensiero comune, domandando, ognuno dal canto suo, buoni spiriti. Voi non sapete tutto quello che potrebbe ottenere una riunione seria e compatta da cui fosse bandito ogni sentimento di orgoglio e di personalità, e dove regnasse un perfetto sentimento di reciproca cordialità”.

16) Le evocazioni a giorni ed ore fisse, sono preferibili?

“Sì, e se è possibile nello stesso luogo; gli spiriti vi intervengono più volentieri; è il vostro desiderio costante che aiuta gli spiriti a venire a mettersi in comunicazione con voi. Gli spiriti hanno le loro occupazioni, che non possono lasciare all’improvviso per vostra soddisfazione personale. Ho detto nello stesso luogo, ma non crediate che ciò sia un’assoluta necessità poiché gli spiriti vengono dappertutto; voglio dire che un luogo consacrato a ciò è preferibile, perché è più profondo il raccoglimento”.

17) Certi oggetti, quali le medaglie ed i talismani, hanno la proprietà di attirare o di rigettare gli spiriti, come pretendono alcuni?

“Questa domanda è inutile, poiché voi sapete bene che la materia non ha azione di sorta sugli spiriti. Siate ben certi che mai un buono spirito consiglia simili assurdità; la virtù dei talismani, di qualunque natura essi siano, non è mai esistita fuorché nell’immaginazione delle persone credule”.

18) Che cosa dobbiamo pensare degli spiriti che danno appuntamenti in luoghi lugubri o strani, e in ore indebite?

“Questi spiriti si divertono a spese di coloro che li ascoltano. E’ sempre inutile e spesso pericoloso il cedere a tali suggestioni; inutile, perché vi si guadagna soltanto di essere ingannati; pericoloso, non per il male che possono fare gli spiriti, ma per l’influenza che ciò può esercitare sui cervelli deboli”.

19) Vi sono giorni ed ore più propizie alle evocazioni di spiriti?

“Per gli spiriti ciò è completamente indifferente come tutto ciò che è materiale, e sarebbe una superstizione il credere all’influenza dei giorni e delle ore. I momenti più propizi sono quelli in cui l’evocatore può essere meno distratto dalle sue occupazioni abituali; quando il suo corpo ed il suo spirito sono più calmi”.

20) L’evocazione è per gli spiriti una cosa gradevole o penosa? Vengono essi volentieri quando sono chiamati?

“Ciò dipende dal loro carattere e dal motivo per cui sono chiamati. Quando lo scopo è lodevole, e quando il circolo è loro simpatico, allora la cosa è per essi molto gradevole ed anche attraente; gli spiriti sono sempre felici dell’affetto che si dimostra loro. Ve ne sono di quelli per cui è una grande soddisfazione comunicare con gli uomini, e che soffrono dell’abbandono in cui sono lasciati. Ma, come già dissi, ciò dipende anche dal loro carattere. Fra gli spiriti ve ne sono di misantropi, che non amano essere disturbati, e le cui risposte risentono del loro cattivo umore, soprattutto quando sono chiamati da persone indifferenti, alle quali essi non si interessano affatto. Uno spirito non ha, spesso, alcun motivo per venire alla chiamata di uno sconosciuto che gli è indifferente, e che è quasi sempre mosso dalla curiosità; se viene, non fa di solito che brevi apparizioni, a meno che non vi sia uno scopo serio ed istruttivo nell’evocazione”.

Osservazione. – Si vedono persone che evocano i loro parenti per domandare loro soltanto le cose più volgari della vita materiale; per esempio, l’una per sapere se affitterà o venderà la sua casa, un’altra per conoscere il profitto che trarrà dal suo commercio, oppure il luogo ove fu deposto del denaro, o se un dato affare sarà o no vantaggioso. I nostri parenti d’oltretomba si interessano a noi soltanto in ragione dell’affetto che abbiamo per loro. Se tutto il nostro pensiero si limita a crederli stregoni, o se pensiamo ad essi soltanto per chieder loro indicazioni, non possono avere per noi una grande simpatia, e non dobbiamo meravigliarci della poca benevolenza che ci dimostrano.

21) Vi è differenza tra gli spiriti buoni ed i cattivi nella premura che dimostrano di venire alla nostra chiamata?

“Grandissima; i cattivi spiriti vengono volentieri soltanto in ragione del dominio e dell’inganno che sperano di esercitare; ma essi provano una viva contrarietà quando sono costretti a venire per confessare le loro colpe, e non domandano che di andarsene come uno scolaro che vien chiamato per una correzione. Possono esservi costretti dagli spiriti superiori, come ad un castigo, e per l’istruzione degli incarnati. L’evocazione è penosa per i buoni spiriti, quando sono chiamati inutilmente per futilità; allora essi non vengono, oppure si ritirano presto.

“Voi potete ammettere per principio che gli spiriti quali che essi siano, non amano, come non amate voi, servire da distrazione per i curiosi. Spesso, nell’evocare uno spirito, voi non avete altro scopo che di vedere ciò che vi dirà, o di interrogarlo sopra particolarità della sua vita, che egli non ama farvi conoscere, poiché non ha alcun motivo per farvi le sue confidenze; e voi credete che egli starà lungamente sotto interrogatorio per il vostro buon piacere? Disingannatevi; ciò che non avrebbe fatto mentre era in vita, lo farà ancor meno come spirito”.

Osservazione. – L’esperienza prova infatti, che l’evocazione è sempre gradita agli spiriti, quando è fatta per uno scopo serio ed utile; i buoni vengono ad istruirci con piacere; quelli che soffrono trovano un sollievo nella simpatia che loro si dimostra; quelli che abbiamo conosciuti in vita sono soddisfatti della nostra memoria. Gli spiriti leggieri amano di essere evocati dalle persone frivole, perché ciò fornisce loro un’occasione di divertirsi alle loro spese; essi si trovano male con le persone serie.

22) Gli spiriti, per manifestarsi, hanno sempre bisogno di essere evocati?

“No, spesso si presentano senza essere chiamati, e ciò prova che vengono volentieri”.

23) Allorché uno spirito si presenta da se stesso, possiamo essere più certi della sua identità?

“In nessuna maniera, gli spiriti ingannatori impiegano sovente questo mezzo per darla ad intendere”.

24) Allorché si invoca con il pensiero lo spirito di una persona, questo spirito viene da noi anche quando non vi è manifestazione per mezzo della scrittura, o altrimenti?

“La scrittura è per lo spirito un mezzo materiale di attestare la sua presenza, ma è il pensiero che li attira, e non il fatto della scrittura”.

25) Allorché si manifesta uno spirito inferiore, possiamo obbligarlo a ritirarsi?

“Sì, non ascoltandolo. Ma come volete che si ritiri, quando voi vi divertite delle sue turpitudini? Gli spiriti inferiori si attaccano a quelli che li ascoltano con compiacenza, come fanno gli sciocchi fra di voi”.

26) L’evocazione fatta in nome di Dio è una garanzia contro l’intrusione dei cattivi spiriti?

“Il nome di Dio non è un freno per tutti gli spiriti perversi, ma ne trattiene molti; con questo mezzo, voi ne allontanate sempre qualcuno, e ne allontanereste di più se fosse fatta dal fondo del cuore e non come una comune formula”.

27) Si potrebbero evocare nominativamente parecchi spiriti per volta?

“Non vi è in ciò alcuna difficoltà, e se voi aveste tre o quattro mani per scrivere, tre o quattro spiriti vi risponderebbero nello stesso tempo; ciò succede, infatti, quando vi sono molti medium”.

28) Allorché molti spiriti sono evocati simultaneamente e non vi è che un solo medium, quale è colui che risponde?

“Uno di essi risponde per tutti, ed esprime il pensiero collettivo”.

29) Potrebbe il medesimo spirito comunicare in una volta, e seduta stante, per mezzo di due medium differenti?

“Tanto facilmente quanto lo può fare un uomo che sa dettare molte lettere in una volta”.

Osservazione. – Noi abbiamo visto uno spirito rispondere contemporaneamente, a mezzo di due medium, alle domande che gli si indirizzavano, dall’uno in inglese, e dall’altro in francese; le risposte erano non solo identiche nel senso, ma alcune erano la reciproca traduzione letterale l’una dell’altra. Due spiriti evocati simultaneamente da due medium possono stabilire fra loro una conversazione; a questo modo di comunicazione, non essendo per essi necessario, poiché si leggono reciprocamente nel pensiero, vi si prestano tuttavia per nostra istruzione. Qualora essi siano spiriti inferiori, essendo ancora imbevuti delle passioni terrestri e delle idee corporee, può succedere di vederli disputare ed apostrofarsi con parole grossolane, di rimproverarsi reciprocamente i loro torti, ed anche di lanciare i lapis, i canestrini, le tavolette, ecc., l’uno contro l’altro.

30) Lo spirito, evocato nello stesso tempo sopra molti punti, può rispondere simultaneamente alle domande che gli sono dirette?

“Sì, quando sia uno spirito elevato”.

– In questo caso lo spirito si divide, oppure ha il dono dell’ubiquità?

“Il sole è uno, e tuttavia irradia tutto intorno, portando lontano i suoi raggi senza suddividersi; lo stesso avviene per gli spiriti. Il pensiero dello spirito è come una scintilla, che proietta lontano la sua luce e può essere vista da tutti i punti dell’orizzonte. Più è puro lo spirito, tanto più il suo pensiero irradia e si spande come la luce. Gli spiriti inferiori sono troppo materiali; essi non possono rispondere che ad una sola persona per volta, e non possono venire se sono chiamati altrove.

“Uno spirito superiore, chiamato nello stesso tempo da due punti differenti, risponderà alle due evocazioni, se esse sono entrambe ugualmente serie e ferventi; nel caso contrario, egli darà la preferenza alla più seria”.

Osservazione. – Sarebbe lo stesso per un uomo, che senza cambiare di posto potrebbe trasmettere il suo pensiero per mezzo di segnali visibili da differenti posizioni. In una seduta della Società parigina di studi spiritici, dove era stata discussa la questione dell’ubiquità, uno spirito dettò spontaneamente la comunicazione seguente:

“Voi domandavate questa sera quale è la gerarchia degli spiriti riguardo all’ubiquità. Paragonateci ad un aerostato che si innalzi a poco a poco nell’aria. Quando rade ancora la terra, solo un piccolissimo cerchio può scorgerlo; a misura che egli si innalza, il cerchio si allarga per lui, e quando è giunto ad una certa altezza appare ad un numero infinito di persone. Così è per noi: un cattivo spirito, che è ancora attaccato alla terra, resta in un circolo ristretto di persone che lo vedono. Quando sale in grazia, cioè quando migliora, egli può discorrere con molte persone; e quando poi è diventato spirito superiore, egli può irradiare come la luce del sole, e mostrarsi a molte persone e in molti luoghi in una sola volta.

31) Si possono evocare i puri spiriti, cioè quelli che hanno terminato la serie delle loro incarnazioni?

“Sì, ma ben raramente; essi comunicano soltanto ai cuori puri e sinceri, e non agli orgogliosi ed agli egoisti. Così è necessario diffidare degli spiriti inferiori che prendono questa qualità, per darsi maggior importanza ai vostri occhi”.

32) Perché gli spiriti degli uomini più illustri vengono così facilmente e familiarmente alla chiamata degli uomini più oscuri?

“Gli uomini giudicano gli spiriti secondo i loro pregiudizi, ed è un errore. Dopo la morte del corpo i gradi terrestri non esistono più, non vi è altra distinzione fra loro che la bontà, e quelli che sono buoni vanno dovunque vi sia del bene da fare”.

33) Quanto tempo dopo la morte si può evocare uno spirito?

“Si può evocare all’istante stesso della morte, ma essendo in questo momento lo spirito ancora nel turbamento, non risponderebbe che imperfettamente”.

Osservazione. – La durata del turbamento essendo variabilissima, non può esservi un termine fisso per fare l’evocazione; è raro tuttavia che nel termine di otto giorni lo spirito non si riconosca abbastanza per poter rispondere; egli lo può qualche volta benissimo due o tre giorni dopo la morte. Si può in tutti i casi tentare con circospezione.

34) L’evocazione all’istante della morte è forse più penosa per lo spirito di quello che lo sarebbe più tardi?

“Qualche volta sì; è come se qualcuno vi strappasse dal sonno prima che foste completamente svegli. Ve ne sono tuttavia alcuni che non ne sono contrariati; ed anzi ciò li aiuta ad uscire dal turbamento”.

35) Come mai lo spirito di un fanciullo, morto in tenera età, può rispondere con cognizione di causa, anche se mentre era in vita non aveva avuta ancora la coscienza di se stesso?

“L’anima del fanciullo è uno spirito ancora avvolto nelle fasce della materia; ma, sciolto dalla materia, egli gode delle sue facoltà di spirito, giacché gli spiriti non hanno età; il che prova che lo spirito del fanciullo ha già vissuto, Tuttavia, fintanto che non sia completamente sciolto, può conservare nel suo linguaggio qualche traccia del carattere della fanciullezza”.

Osservazione. – L’influenza corporea, che si fa sentire più o meno lungamente sullo spirito del fanciullo, si fa egualmente notare su quelli che morirono in uno stato di pazzia. Lo spirito per se stesso non è pazzo, ma si sa che certi spiriti credono durante qualche tempo di essere ancora di questo mondo. Non è dunque da meravigliarsi che lo spirito del pazzo risenta ancora degli ostacoli che durante la vita si opponevano alla sua libera manifestazione, finché non ne sia completamente sciolto. Questo effetto varia secondo le cause della pazzia, poiché vi sono dei pazzi che ricuperano tutta la lucidità delle loro idee immediatamente dopo la loro morte.

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