Incontro 22 Gennaio 2014

STUDIO: Il Vangelo Secondo lo Spiritismo, Cap. XIX

La fede religiosa.

6 – Dal punto di vista religioso, la fede è la ferma credenza di quei dogmi particolari che costituiscono le diverse religioni. Tutte le religioni hanno i loro articoli di fede. Considerata sotto tale aspetto, la fede può essere ragionata o cieca. La fede cieca non esamina nulla, accetta senza controllo il vero come il falso, e ad ogni passo cozza contro l’evidenza e la ragione. Spinta all’eccesso, diventa fanatismo.

Quando la fede ha radice nell’errore, presto o tardi si disperde: quella che ha per base la verità è la sola che possa contare su un avvenire certo, perché non ha nulla da temere dal progresso della luce, visto che ciò che è vero nell’ombra non lo è meno in piena luce. Ogni religione pretende di essere in esclusivo possesso della verità: richiedere la fede cieca su un determinato punto di fede, è come confessare la propria impotenza a dimostrare che si ha ragione.

Condizioni della fede incrollabile

7 – Si dice comunemente che la fede non può essere comandata, perciò molti dicono che non è colpa loro se non hanno la fede. Senza dubbio, la fede non può essere ordinata, e, ciò che è ancora più giusto, non può essere imposta. Non può essere imposta, ma può essere acquisita, e non v’è nessuno cui sia rifiutato di possederla, nemmeno fra i più refrattari. Parliamo delle verità spirituali fondamentali e non di questo o quel punto particolare di credenza. Non è la fede che deve andare verso di loro, ma sono loro che debbono andare incontro alla fede, e se la cercano con sincerità, la troveranno.

Siate dunque certi che quanti dicono: “Non domanderemmo di meglio che credere, ma non possiamo”, dicono questo con le labbra e non con il cuore, perché dicendolo si turano le orecchie. Tuttavia le prove abbondano intorno a loro: perché rifiutano di vederle? Per alcuni è noncuranza, per altri la paura di essere costretti a cambiare le loro abitudini, ma per i più si tratta dell’orgoglio che rifiuta di riconoscere l’esistenza di una potenza superiore alla quale dovrebbero inchinarsi.

Per alcuni la fede sembra, in qualche modo, innata: basta una lieve scintilla a svilupparla. Questa facilità ad assimilare le verità dello spiritismo è una prova evidente di progressi in vite precedenti: presso altri, al contrario, essa non penetra che con difficoltà, segno non meno evidente di una natura in ritardo. I primi hanno già creduto e capito: rinascendo recano con loro l’intuizione di ciò che hanno saputo, poiché la loro educazione è già fatta: i secondi devono imparare tutto, la loro educazione è da fare. Si farà, e se non sarà completata in questa esistenza, lo sarà in un’altra successiva.

Bisogna convenire che spesso la resistenza dell’incredulo non è dovuta tanto a lui quanto alla maniera con cui gli sono presentate le cose. Una base è necessaria alla fede, e questa base è la perfetta comprensione di ciò che si deve credere: per credere non basta vedere, occorre soprattutto capire. La fede cieca non è più adatta a questo secolo, ed è proprio il dogma della fede cieca quello che oggi crea il maggior numero d’increduli, per la sua volontà d’imporsi esigendo l’abdicazione ad una delle più preziose prerogative dell’uomo; il ragionamento ed il libero arbitrio. E’ contro tale fede soprattutto che s’irrigidisce l’incredulo, ed è giusto dire che essa non si può comandare: non ammettendo nessuna prova, essa lascia nello spirito un vuoto in cui s’insinua il dubbio. La fede ragionata, quella che si basa sui fatti e sulla logica, non si trascina dietro nessuna oscurità: si crede perché si è certi e si è certi perché si è compreso. Ecco perché essa non cede mai, perché non esiste altra fede incrollabile se non quella che può affrontare la ragione faccia a faccia, in tutte le epoche dell’umanità.

E’ questo il risultato a cui porta lo spiritismo, ed è per questo che trionfa dell’incredulità ogni qual volta non incontri l’opposizione sistematica ed interessata.

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