Il sacrificio più grato a Dio

Se dunque tu stai presentando la tua offerta all’altare ed ivi ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia la tua offerta lì dinanzi all’altare, e va prima a riconciliarti col tuo fratello; poi, allora, torna e presenta la tua offerta.

(San Matteo, Cap. V, versetti 24 e 25).

Quando Gesù dice: “Vai a riconciliarti col tuo fratello, prima di presentare la tua offerta all’altare”, insegna che il sacrificio più grato al Signore è quello del proprio risentimento; che, prima di presentarsi a lui per essere perdonati, bisogna che noi stessi abbiamo perdonato, e che se si ha un torto verso uno dei nostri fratelli, il torto sia stato da noi riparato. Soltanto allora l’offerta sarà accettata, perché verrà da un cuore puro da ogni cattivo pensiero. Egli rende materiale questo precetto perché i Giudei offrivano sacrifici materiali, e doveva, quindi, conformarsi ai loro usi. Il cristiano non offre doni materiali: ha spiritualizzato il sacrificio, ma il precetto ne acquista maggior forza, offre la sua anima a Dio, ma l’anima deve essere purificata. Entrando nel tempio del Signore, deve lasciare fuori della porta ogni sentimento di odio e di animosità, qualsiasi pensiero cattivo contro suo fratello. Soltanto allora gli angeli porteranno la sua preghiera ai piedi dell’Eterno. Ecco quello che Gesù insegna con queste parole: lascia la tua offerta dinanzi all’altare, e va prima a riconciliarti col tuo fratello, se vuoi essere grato al Signore.

(KARDEC, Il Vangelo Secondo lo Spiritismo, cap. X)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *