Incontro 12 Marzo 2014

STUDIO: Il Libro degli Spiriti, Libro Secondo, Cap. 4

PLURALITÀ DELLE ESISTENZE (cont.)

Sorte dei Bambini dopo il Trapasso

197 – Lo Spirito di un fanciullo morto in tenera età ha lo stesso valore che quello di un adulto?

«Talora molto di più, poiché può essere vissuto assai più a lungo, e quindi avere maggiore esperienza, specialmente se ha progredito».

– Dunque, lo Spirito di un bambino può essere più progredito di quello di suo padre?

«Spessissimo: non lo vedete sovente voi stessi sulla terra?».

198 – Lo Spirito di un fanciullo, che muoia in tenera età, non avendo potuto commettere il male, appartiene ai gradi superiori?

«Se non ha commesso il male, non ha neppure fatto del bene, e Dio non lo esime dalle prove, che deve subire. Se poi fosse superiore, non lo sarebbe già perché fra voi era un fanciullo, ma perché aveva molto progredito prima di reincarnarsi».

199 – Perché vediamo così spesso troncata la vita nell’infanzia?

«La poca durata della vita di un fanciullo può essere per lo Spirito incarnato in lui il compimento di un’anteriore esistenza interrotta prima del termine stabilito, e la sua morte è spesso una prova od una espiazione per i genitori».

 – Quale sorte tocca allo Spirito di un fanciullo morto in tenera età?

«Se morto per essere venuto meno al còmpito intrapreso, egli ricomincia una nuova esistenza».

Kardec: Se l’uomo non avesse che una sola esistenza corporea, e se, dopo questa, il suo futuro destino fosse stabilito in sempiterno, quale sarebbe il merito della metà della specie umana, che muore nell’infanzia, per godere senza fatiche una felicità senza fine? E con quale diritto essa sarebbe esente dalle condizioni spesso così dure imposte all’altra metà? Un tale ordine di cose contrasterebbe con la giustizia di Dio. Con la reincarnazione, invece, si stabilisce l’eguaglianza; l’avvenire, senza eccezione e senza favore per alcuno, appartiene a tutti: chi arriva ultimo non può incolpare che se stesso. L’uomo deve avere il merito delle sue opere, poiché ne risponde.

E, d’altra parte, non è punto logico il considerare l’infanzia come uno stato normale d’innocenza. Non vediamo forse gl’istinti più malvagi dominare talvolta nei bambini in un’età, in cui l’educazione non ha potuto ancora esercitare alcuna influenza? Non ne vediamo di quelli che hanno portato seco nascendo l’astuzia, la doppiezza, la perfidia, e perfino la tendenza al furto ed al sangue, che perdurano nonostante i buoni esempi che loro vengono dati? La legge civile li assolve dai loro misfatti scusandoli col dire che hanno agito senza discernimento, e a buona ragione, perché veramente agiscono più istintivamente che di proposito deliberato. Ma donde possono provenire istinti così diversi tra fanciulli della medesima età, spesso educati nelle medesime condizioni, e sottoposti alle medesime influenze? Donde così precoce perversità, se non dalla bassezza dello Spirito, poiché l’educazione non vi ha parte? I bambini viziosi sono tali, perché il loro Spirito ha progredito meno, e ne subisce le conseguenze, non per le sue opere da bambino, ma per quelle delle sue esistenze anteriori. Così la legge è uguale per tutti e la giustizia di Dio raggiunge tutti.

Sessi fra gli Spiriti

200 – Vi è fra gli Spiriti diversità di sesso?

«No, nel modo che intendete voi, giacché i sessi dipendono dall’organismo. Anche fra gli Spiriti regnano amore e simpatia, ma fondati sulla somiglianza dei sentimenti».

201 – Dunque, lo Spirito, che animò il corpo di un uomo, può in una nuova esistenza animare quello di una donna e viceversa?

«Senza dubbio, lo stesso Spirito può animare ora il corpo di un uomo, ora quello di una donna».

202 – Lo Spirito errante preferisce incarnarsi nel corpo di un uomo o di una donna?

«Una tal cosa poco importa allo Spirito: essa dipende dalla prova che deve subire».

Kardec: Gli Spiriti si incarnano ora come uomini ora come donne, poiché, dovendo progredire in tutto, ogni sesso, ogni condizione sociale, offre loro speciali prove e doveri ed occasioni di acquistare esperienza. Chi fosse sempre uomo non saprebbe altro se non ciò che deve sapersi dagli uomini.

Parentela e Filiazione

203 – I genitori trasmettono ai figli una parte della loro anima, o danno loro soltanto la vita animale, a cui un’anima viene più tardi ad aggiungere la vita morale?

«I genitori danno ai figli la vita animale soltanto, perché l’anima è indivisibile. Un padre idiota può avere figli d’ingegno e viceversa».

204 – Poiché abbiamo avuto parecchie esistenze, la parentela deve risalire al di là dell’attuale?

«Non può essere diversamente. La successione delle esistenze corporee stabilisce in ciascuna fra gli Spiriti dei legami, che risalgono alle anteriori: da ciò spesso le cause della simpatia, che vi lega a persone da voi credute estranee».

205 – Ad alcuni può sembrare che la dottrina della reincarnazione distrugga i legami di famiglia col farli risalire al di là della esistenza attuale.

«Li estende ma non li distrugge. Poiché la parentela è fondata sopra affetti anteriori, i vincoli che uniscono i membri di una stessa famiglia, sono anzi meno precari. Essa rafforza e moltiplica i doveri della fraternità poiché il vostro vicino o il vostro servo può essere uno Spirito a voi già congiunto in passato per legami di sangue».

– Essa tuttavia diminuisce l’importanza che alcuni annettono alla propria discendenza, poiché uno può aver avuto per padre uno Spirito, il quale sia appartenuto a tutt’altra famiglia o sia vissuto in tutt’altra condizione che la sua.

«E’ vero: ma questa importanza si appoggia unicamente sull’orgoglio. Quello che in gran parte gli uomini onorano nei loro sentimenti, sono i titoli, i gradi, la fortuna. Molti si adonterebbero di aver avuto per avo un onesto calzolaio, e invece si gloriano di discendere da un gentiluomo dissoluto. Ma, checché‚ dicano o facciano, non toglieranno alle cose di essere quelle che sono, poiché‚ Dio non ha regolato le leggi della natura sulla loro vanità».

206 – Dal non esserci filiazione tra gli Spiriti dei discendenti a una stessa famiglia ne segue che il culto degli antenati sia cosa vana e ridicola?

«No, poiché è naturale che un uomo si onori di appartenere ad una famiglia, in cui si sono incarnati Spiriti superiori. Sebbene gli Spiriti non procedano gli uni dagli altri, non per questo portano minore affezione a quelli con cui sono congiunti da legami di sangue, che hanno radice in simpatia, od in vincoli anteriori. Ricordatevi però che gli Spiriti dei vostri avi non si tengono punto onorati dal culto che rendete ad essi per orgoglio. Il loro merito non si riflette su di voi se non in quanto vi adoperate di seguirne i buoni esempi; in questo solo caso la vostra memoria può riuscir loro non solamente grata, ma anche proficua».

Somiglianze fisiche e morali

207 – I genitori trasmettono spesso ai loro figli una rassomiglianza fisica. Trasmettono loro anche una rassomiglianza morale?

«No, poiché‚ hanno anime o Spiriti diversi. il corpo procede dal corpo, ma lo Spirito non procede da nessun altro Spirito. Fra i discendenti di tutte le singole razze non vi è che consanguineità».

– Da dove vengono le rassomiglianze morali, che talvolta esistono fra i genitori ed i figli?

«Dall’essere Spiriti simpatici attratti gli uni verso gli altri dalla parità di tendenze».

208 – Lo Spirito dei genitori ha influenza su quello dei figli dopo la loro nascita?

«Sì, e grandissima. Come abbiamo già detto, gli Spiriti devono vicendevolmente aiutarsi a progredire. Orbene: gli Spiriti dei genitori hanno per còmpito di svolgere quello dei loro figliuoli per mezzo dell’educazione: chi vi manca è colpevole».

209 – Perché mai certi genitori buoni e virtuosi danno la vita a figli di natura perversa? In altri termini: Perché‚ le buone qualità dei genitori non attraggono sempre per simpatia buoni Spiriti ad incarnarsi come loro figli?

«Uno Spirito cattivo può chiedere d’incarnarsi presso buoni genitori nella speranza che i loro consigli lo distolgano dalla cattiva strada; e spesso Iddio lo concede».

210 – Possono i parenti, per forza di volontà e di preghiera, attrarre nel corpo del figlio nascituro uno Spirito buono anziché‚ uno cattivo?

«No; ma possono migliorare lo Spirito del figlio, che hanno fatto nascere, e che è loro affidato. E’ per essi un dovere. Figli cattivi sono prove per i genitori».

211 – Da dove viene la somiglianza di carattere, che esiste spesso tra due fratelli, e specialmente fra gemelli?

«Dall’essere Spiriti simpatici, che si avvicinano per la somiglianza dei sentimenti, e sono felici di trovarsi assieme».

212 – Nei gemelli, i cui corpi sono congiunti, e che hanno organi in comune, ci sono due Spiriti, cioè due anime?

«Sì; ma la loro somiglianza non ne forma spesso che una sola ai vostri occhi».

213 – Poiché‚ gli Spiriti s’incarnano nei gemelli per simpatia, da che proviene l’avversione, che talora domina fra loro?

«Non è regola assoluta che nei gemelli vi siano sempre Spiriti simpatici. Cattivi Spiriti possono voler lottare insieme sul teatro della vita».

214 – Che pensare delle storie di bambini, che si battono già nel seno della madre?

«Espressioni impiegate ad esprimere che il loro odio è così inveterato, che risale al di là della nascita. Quando vi abituerete a tenere conto delle figure poetiche?».

215 – Da che proviene il carattere speciale, che distingue un popolo da un altro?

«Gli Spiriti formano famiglie determinate dalla similitudine delle tendenze più o meno pure, secondo la loro elevatezza. Ora, ogni popolo è una grande famiglia in cui si riuniscono Spiriti simpatici, e la propensione ad unirsi dei membri di queste famiglie ne costituisce il carattere distintivo. Credete voi che Spiriti buoni ed umani preferiscano incarnarsi fra un popolo barbaro e feroce? No: gli Spiriti simpatizzano con le masse, come simpatizzano con gli individui. In quel caso, essi si trovano nell’ambiente, che loro è proprio».

216 – Serba l’uomo nelle sue nuove esistenze tracce del carattere morale delle esistenze anteriori?

«Sì può accadere; ma egli, migliorandosi, cambia. Anche la diversità di condizione sociale ha su questo un gran peso: se da padrone diventa schiavo, i suoi gusti muteranno del tutto, e stentereste a riconoscerlo. E’ certo, però, che, essendo lo Spirito sempre lo stesso nelle diverse incarnazioni, le sue manifestazioni, nel passare dall’una all’altra, possono avere certe analogie, modificate soltanto dalle abitudini della sua nuova condizione; ma viene il giorno in cui un notevole miglioramento ne cambia del tutto il carattere, poiché‚ da orgoglioso e malvagio, se si è pentito, può divenire umile ed umano».

217 – L’uomo, nelle sue diverse incarnazioni, serba le tracce del carattere fisico delle esistenze anteriori?

«Il corpo antico è distrutto, ed il nuovo non ha con esso alcun rapporto. Tuttavia, lo Spirito si riflette sul corpo, e, sebbene questo non sia che materia, è modellato peraltro sulle capacità dello Spirito, che gli imprime un certo carattere, specialmente sul volto. Si dice comunemente che gli occhi sono lo specchio dell’anima, cioè che l’anima si appalesa più particolarmente sul volto, ed è vero, poiché‚ una persona, anche bruttissima, ha pure in sé‚ qualche cosa che piace, quando vi aleggia uno Spirito buono, savio, gentile, mentre vi sono facce bellissime, che non hanno punto attrattiva, anzi che ispirano avversione. Sembrerebbe sulle prime che solo i corpi ben fatti dovessero essere gli involucri degli Spiriti migliori; ma in realtà s’incontrano ogni giorno uomini dabbene sotto aspetti deformi. In conclusione: la parità dei gusti e delle tendenze può dare ai corpi, non una somiglianza pronunciata, ma ciò che si dice volgarmente un’aria di famiglia».

Kardec: Poiché‚ il corpo, che riveste l’anima in una nuova incarnazione, non ha rapporto necessario con quello della precedente, sarebbe assurdo dedurre una successione di esistenze da una rassomiglianza fortuita. Tuttavia, le qualità dello Spirito modificano spesso gli organi, che servono alle loro manifestazioni, ed imprimono sul volto, ed anche nell’insieme dei modi, un carattere particolare. Quindi è, che sotto i più umili cenci si può trovare l’espressione della grandezza e della dignità; mentre sotto l’abito del gran signore si vede qualche volta quella della bassezza e dell’ignominia. Certe persone, uscite dal ceto infimo, prendono le consuetudini e le maniere della nuova società con tanta naturalezza, che pare si trovino nel loro elemento; altre, all’opposto, non ostante la loro nascita e condizione, ci si trovano sempre come pesci fuori dell’acqua. Come spiegare questi fatti, se non quali riverberi di quello che è stato lo Spirito in anteriori esistenze?

Idee innate

218 – Lo Spirito incarnato conserva forse qualche traccia delle sensazioni avute e delle nozioni acquistate nelle esistenze precedenti?

«Gliene resta quella vaga rimembranza, che gli uomini chiamano idee innate».

– Dunque la teoria delle idee innate non è una chimera?

«No. Le cognizioni acquistate in ciascuna esistenza non si perdono. Lo Spirito, sciolto che sia dalla materia, se ne ricorda sempre. Durante l’incarnazione può dimenticarle in parte; ma l’intuito che gliene rimane, aiuta il suo avanzamento, senza di che dovrebbe ricominciare sempre da capo. Ad ogni nuova incarnazione, lo Spirito prende il suo punto di partenza da quello nel quale era rimasto nella precedente».

– Quindi fra due vite vi è una grande connessione?

«Non sempre così grande quanto potreste credere, giacché, come fu osservato, le condizioni sono spesso assai differenti, e nell’intervallo lo Spirito ha potuto progredire». (Vedi numero 216).

219 – Qual è l’origine delle facoltà straordinarie di coloro, che, senza precedente studio, sembra che abbiano l’intuizione di alcune parti dello scibile, come delle lingue, del calcolo, e simili?

«La rimembranza del passato, il progresso antecedente dell’anima, di cui però essi stessi non hanno coscienza. Da dove vorreste che provengano? Il corpo cambia, ma lo Spirito no, sebbene muti l’involucro esteriore».

220 – Nel cambiare corpo si può perdere qualche facoltà intellettuale? Non aver più, per esempio, il gusto artistico?

«Sì; se lo Spirito ha deturpato questa facoltà col farne cattivo uso. Ma, inoltre, una facoltà può sonnecchiare durante una esistenza, perché‚ lo Spirito ne vuole esercitare un’altra che non vi ha relazione: in tal caso essa rimane allo stato latente per ricomparire più tardi».

221 – E’ forse ad un ricordo retrospettivo che l’uomo deve, anche in stato di selvaggio, la nozione istintiva dell’esistenza di Dio ed il presentimento della vita futura?

«Sì: alla rimembranza di ciò che sapeva come Spirito prima di essere incarnato; ma l’orgoglio spesse volte soffoca questo sentimento».

– Sono dovute a questo medesimo ricordo alcune credenze relative alla dottrina spiritica, che ritroviamo in tutti i popoli?

«La dottrina spiritica è antica quanto il mondo, e si rinviene da per tutto: prova, questa, della sua verità. L’anima incarnata, serbando l’intuizione del suo stato di Spirito, ha la coscienza istintiva del mondo invisibile; ma spesso la falsano i pregiudizi, e l’ignoranza vi aggiunge la superstizione».

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