Distacco dal beni terreni

… Il vostro amore per i beni terreni è uno dei più gravi ostacoli al vostro progresso morale e spirituale: con questo attaccamento al possesso voi spezzate le vostre facoltà di attrazione e le riportate tutte su fatti materiali. Siate sinceri: la ricchezza può dare forse una felicità assoluta? Quando le vostre casseforti sono piene, non resta forse un vuoto nel vostro cuore? Nel fondo di questo cestino di fiori, non vi è forse sempre un serpente nascosto? Io capisco che l’uomo, che con un lavoro assiduo e onorevole ha raggiunto la ricchezza, ne tragga una soddisfazione, d’altronde giustissima: ma da questa soddisfazione, naturalissima e che Dio approva, ad un attaccamento che assorbe ogni altro sentimento e paralizza gli slanci del cuore, vi è una grandissima differenza. Tanta quanta può esservene fra la sordida avarizia e la eccessiva prodigalità, due vizi fra i quali Dio ha posto la carità, virtù santa e salutare che insegna al ricco a dare, senza ostentazione, affinché il povero riceva senza bassezza.

Che la fortuna venga dalla vostra famiglia, o che voi l’abbiate guadagnata col vostro lavoro, c’è sempre una cosa che non dovete dimenticare: tutto viene da Dio e tutto ritorna a Dio. Sulla terra non vi è nulla che vi appartenga, nemmeno il vostro povero corpo, poiché la morte ve lo toglie, come tutti gli altri beni materiali. Non ingannatevi: voi siete soltanto usufruttuari e non proprietari. Dio vi ha prestato e voi dovete rendere, e il suo prestito ha per condizione che almeno il superfluo vada a coloro che non hanno nemmeno il necessario…

(KARDEC, Il Vangelo Secondo lo Spiritismo, cap. XVI)

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