Incontro 07 Maggio 2014

STUDIO: Il Libro degli Spiriti, Libro Secondo, Cap. 8

EMANCIPAZIONE DELL’ANIMA

Il Sonno e i Sogni

400 – Lo Spirito incarnato sta volentieri nel suo involucro corporeo?

«Tanto varrebbe chiedere se il carcerato si compiace della sua prigione. Lo Spirito incarnato aspira senza posa alla propria liberazione, e, quanto più l’involucro è grossolano, tanto più desidera abbandonarlo».

401 – Durante il sonno si riposa anche l’anima come il corpo?

«No; lo Spirito non rimane inerte. Durante il sonno si rallentano i legami che lo avvincono al corpo, e, poiché questo non abbisogna più di lui, egli percorre lo spazio, ed entra in relazione più diretta con gli altri Spiriti».

402 – Quali cose ci provano la libertà dello Spirito durante il sonno?

«Ve lo provano i sogni. Quando il corpo riposa, lo Spirito ha più facoltà che nella veglia: si ricorda del passato; qualche volta prevede l’avvenire; acquista maggiore potenza, e può entrare in comunicazione con gli altri Spiriti, sia in questo mondo, sia in un altro. Voi dite sovente: ho fatto un sogno bizzarro, un sogno spaventoso, ma inverosimile; e v’ingannate, poiché spesso è il ricordo di luoghi o di cose vedute, o che vedrete in un’altra esistenza o in un altro tempo. Nell’assopimento del corpo lo Spirito allenta la sua catena, e investiga nel passato o nel futuro. Poveri uomini, quanto poco conoscete i fenomeni anche più comuni della vita! Voi presumete di essere dei sapienti, e le cose più volgari vi danno impaccio, e se i vostri bambini v’interrogano: Che facciamo dormendo? Che sono i sogni? non sapete che cosa rispondere. Il sonno scioglie in parte l’anima dal corpo. Quando uno dorme, si trova momentaneamente quasi nello stato che gli sarà normale dopo la morte. Gli Spiriti incarnati, che non sono padroneggiati dalla materia, raggiungono, quando il loro corpo dorme, gli altri Spiriti liberi superiori ad essi: viaggiano, ragionano, si istruiscono con loro, e si occupano in opere che trovano poi compiute morendo. Ciò vi insegni sempre più a non temere la morte, giacché morite senza accorgervene tutti i giorni. Questo per gli Spiriti elevati; ma la massa degli uomini che sono ancora schiavi della materia, vanno in mondi inferiori alla terra, dove li chiamano anche affezioni, o a cercarvi piaceri forse ancora più bassi di quelli a cui si dànno quaggiù, e ad attingervi dottrine ancora più vili, più ignobili e più nocive di quelle che professano fra di voi. La simpatia in terra proviene dal sentirsi avvicinati dal cuore a coloro con cui abbiamo passato ore di felicità. Le antipatie invincibili si spiegano col fatto di sentire nell’animo le diversità di sentimenti, che passa fra noi ed altre persone, che conosciamo senza averle mai vedute. L’indifferenza poi è l’effetto del non avere alcun bisogno di procurarci nuovi amici, mentre ne abbiamo già tanti altri, che ci amano, e ci accarezzano. Come vedete, il sonno ha sulla vita maggiore importanza di quel che si creda. Per mezzo di esso gli Spiriti incarnati rimangono sempre in relazione col mondo extraterreno. Dio ha voluto che durante il loro contatto col vizio, i buoni potessero andare a ritemprarsi alla sorgente del bene. Il sonno è la porta attraverso la quale, stando in terra, gli Spiriti degli uomini virtuosi vanno a trovare i loro amici dello spazio, è la ricreazione nel lavoro, mentre aspettano la liberazione finale, che li restituirà alla vera patria. Il sogno è il quadro di quello che il vostro Spirito ha veduto durante il sonno del corpo; però avvertite che non sempre vi rammentate poi di ciò, o almeno di tutto ciò che avete veduto. Spesso scambiate per sogno il ricordo della confusione che accompagna l’allontanamento del vostro Spirito dal corpo nell’assopirsi, ed il ritorno in esso allo svegliarsi, al quale ricordo si aggiunge quello di ciò che avete fatto, o che maggiormente vi occupa nella veglia: altrimenti come spieghereste quei sogni assurdi, che fanno, come gli ignoranti, anche i più dotti? Da ultimo si deve notare che gli Spiriti cattivi si valgono dei sogni per tormentare le anime deboli e vili. Fra poco vedrete svolgersi un’altra specie di sogni altrettanto antica quanto quelle accennate: i sogni di Giacobbe, dei Profeti ebrei e di alcuni individui dell’India, che sono i ricordi dell’anima quasi interamente sciolta dal corpo, i ricordi di quella seconda vita, della quale ho parlato più sopra. Cercate di distinguere bene queste due specie di sogni, altrimenti cadreste in contraddizioni e in errori, che potrebbero riuscire funesti alla vostra fede».

Kardec: I sogni sono il prodotto della emancipazione dell’anima, resa più o meno indipendente dalla sospensione della vita attiva e di relazione. Quindi, una specie di chiaroveggenza indefinita, che si estende ai luoghi più lontani, o mai veduti, e talvolta ancora ad altri globi: quindi, anche la vaga memoria di certi avvenimenti compiutisi in esistenze anteriori. La stranezza poi delle immagini di ciò che succede o che è successo in mondi a noi sconosciuti nella veglia, frammiste con cose del mondo che noi abitiamo, formano quei certi quadri bizzarri e confusi, che sembrano privi di senso e di connessione…

La incoerenza dei sogni si spiega inoltre con le lacune del parziale ricordo di ciò che abbiamo veduto nel sonno. Così sarebbe un racconto dal quale si fossero tolti a caso qua e là ora intieri periodi, ora sole proposizioni: i frammenti rimasti, se riuniti, perderebbero col nesso logico ogni significato logico.

403 – Perché non ci ricordiamo di tutti i sogni?

«Ciò che voi chiamate sonno è il riposo del solo corpo, giacché lo Spirito è sempre attivo. In tale stato, egli ricupera alquanto la sua libertà, e corrisponde con coloro che gli sono cari, sia in questo mondo, sia negli altri; ma, poiché il corpo è materia pesante e grossolana, stenta a conservare le impressioni ricevute dallo Spirito per altre vie, che non siano i suoi organi».

404 – Che valore ha l’interpretazione dei sogni?

«Nessuno, quale la intendono i pretesi indovini, poiché è assurdo credere che l’avveramento di un fatto possa dipendere da un sogno, o meglio, è assurdo credere che il sognare una data cosa ne annunzi sempre l’avvenimento. I sogni sono veri in quanto rappresentano immagini reali per lo Spirito; ma queste normalmente non hanno alcun rapporto con le vicende della vita corporea, o sono, come abbiamo detto reminiscenze di un passato più o meno prossimo. Solo qualche volta, ma per eccezione, possono essere un presagio dell’avvenire, o la vista di quanto accade in un altro luogo, dove l’anima si trasporta».

405 – Spesso vediamo in sogno cose che sembrano presentimenti, ma poi non si avverano. Come spiegarlo?

«Esse possono avverarsi per lo Spirito, se non per il corpo; poiché quello va a trovare le cose e le persone a suo talento. Del resto, non bisogna dimenticare che, durante il sonno, l’anima è sempre più o meno attaccata alla materia, e quindi non si libera mai compiutamente dalle idee terrene, per la qual cosa le preoccupazioni della veglia possono dare a ciò che si vede in sogno l’apparenza di quello che si desidera o si teme. Questo, però, non è che un effetto della immaginazione, poiché, quando l’uomo è vivamente preoccupato da un’idea, egli riferisce ad essa tutto ciò che vede».

406 – Quando vediamo in sogno persone che vivono e ci sono perfettamente note, compiere atti ai quali esse non pensano né punto né poco, accade anche per effetto d’immaginazione?

«Come potete affermare che a quelle cose esse non pensano né punto né poco? Che ne sapete voi? Il loro Spirito può venire a visitare il vostro, o viceversa, senza che voi ne penetriate il pensiero. D’altra parte, avviene spesso che riferiate a persona conosciuta in questa esistenza, e secondo i vostri desideri, quanto è accaduto in altre esistenze».

407 – Per l’emancipazione temporanea dello Spirito è necessario il sonno profondo?

«No: lo Spirito recupera la sua libertà appena i sensi s’intorpidiscono, e per questo approfitta di ogni mutamento libero che il corpo gli lascia. Per poco che ci sia prostrazione delle forze vitali, lo Spirito si emancipa, ed è tanto più libero, quanto più debole è il corpo».

Kardec: Quindi il semisonno, od anche il semplice assopimento dei sensi, offre sovente le stesse immagini del sogno.

408 – Talvolta, nell’addormentarci, ci sembra di udire in noi stessi delle parole distintamente pronunciate, ed anche delle intiere frasi, che non hanno alcun rapporto coi nostri pensieri. Da chi provengono?

«Sì, non solo parole, ma anche frasi intiere, soprattutto quando i sensi stanno per assopirsi. Esse sono talvolta la debole eco di uno Spirito che vuole comunicare con voi».

409 – Sovente, nello stato fra il sonno e la veglia, benché con gli occhi chiusi, vediamo immagini distinte, figure di cui afferriamo i più piccoli particolari. E’ visione, o effetto d’immaginazione?

«Essendo il corpo già intorpidito, lo Spirito cerca di allentare le sue catene, si trasporta, e vede. Se dormiste proprio, quello sarebbe un sogno».

410 – Talora, durante il sonno, o il semisonno, si hanno delle idee che sembrano ottime, ma che poi, nonostante tutti gli sforzi per ricordarsene, si cancellano dalla memoria. Donde vengono quelle idee?

«Sono il frutto della libertà dello Spirito, che si emancipa, e perciò acquista maggiori facoltà, e può anche darsi che siano consigli, che gli danno altri Spiriti».

– A che servono quelle idee, o quei consigli, dal momento che si dimenticano, e non ne possiamo approfittare?

«Queste idee qualche volta appartengono più al mondo degli Spiriti che non al mondo materiale, ma nella maggior parte dei casi, se il corpo li dimentica, lo Spirito se ne sovviene, e l’idea ritorna, quando fa bisogno, come una ispirazione del momento».

411 – Conosce lo Spirito incarnato, negl’intervalli in cui si emancipa dalla materia, il tempo della sua morte?

«Spesso l’ha presente, e talvolta ne ha coscienza così chiara che gliene dà intuizione anche da sveglio. Da qui i casi di coloro che prevedono la propria morte con grande esattezza».

412 – L’attività dello Spirito durante il riposo od il sonno può affaticare il corpo?

«Sì, perché lo Spirito è legato al corpo, come un pallone già gonfio, ma non ancora libero, è legato ad un palo. Ora allo stesso modo in cui le scosse del pallone scrollano il palo, l’attività dello Spirito reagisce sul corpo, e lo può affaticare».

Visite spiritiche tra Vivi

413 – Dal principio dell’emancipazione dell’anima durante il sonno sembra risultare che noi abbiamo nello stesso tempo una doppia esistenza, cioè quella del corpo, che ci dà la vita di relazione esterna, e quella dell’anima, che ci dà la vita di relazione occulta. Sta bene?

«Nello stato di emancipazione, la vita del corpo cede alla vita dell’anima ma non ci sono, propriamente parlando, due esistenze, ma piuttosto due fasi della esistenza medesima, poiché l’uomo non ha due vite».

414 – Possono due persone che si conoscono visitarsi durante il sonno?

«Sì, e molte altre, che credono di non conoscersi, si riuniscono, e discorrono insieme. Voi potete avere, senza sospettarlo, degli amici in un altro paese. Il fatto di andare a vedere durante il sonno, amici, parenti e persone, che vi possono essere utili, è tanto comune che lo compite quasi ogni notte».

415 – Quale può essere l’utilità di queste visite notturne, se non ce ne ricordiamo?

«Di solito ve ne resta un’intuizione del vostro risveglio, e inoltre sono spesso l’origine di certe idee che sembra vengano spontanee, senza che uno se le sappia spiegare, e sono quelle attinte in siffatti colloqui».

416 – Può l’uomo provocare a volontà queste visite spiritiche? Può egli, per esempio, stabilire addormentandosi: Stanotte voglio incontrarmi in ispirito col tale, parlargli, e dirgli così e così?

«Quando si addormenta il corpo, lo Spirito, che si emancipa, per lo più non pensa ad eseguire quanto si era proposto di fare come uomo, poiché, sciolto dalla materia, vede assai diversamente le cose della vita. E questo solo per gli uomini già molto elevati: gli altri passano la loro esistenza spiritica nell’abbandonarsi alle proprie passioni, o nella inerzia. Quindi, può avvenire che, per grave ragione, lo Spirito faccia la visita in discorso: ma dal solo pensarlo nella veglia al compierlo poi nel sonno vi è gran differenza».

417 – Ciò ammesso, possono radunarsi insieme a colloquio, come due soli, anche molti Spiriti incarnati?

«Senza dubbio. I vincoli dell’amicizia, antichi o recenti, riuniscono frequentemente in questo modo parecchi Spiriti lieti di trovarsi insieme».

Kardec: Per antichi bisogna intendere i vincoli di amicizia contratti in esistenze anteriori. Risvegliandoci, conserviamo un’intuizione delle idee attinte in tali colloqui, ma ne ignoriamo la sorgente.

418 – Un uomo che supponesse morto qualcuno dei suoi amici, mentre questi non lo fosse, potrebbe incontrarsi così in ispirito con lui, e in tal modo sapere che vive? E potrebbe, in tal caso, averne l’intuizione svegliandosi?

«Certamente può vederlo e conoscerne la sorte; e se il credere alla morte dell’amico non gli è imposto come prova, ne trarrà il presentimento della esistenza di lui, come al contrario potrebbe ritrarne quello della sua morte».

Trasmissione occulta del Pensiero

419 – Come avviene che la stessa idea, poniamo quella di una scoperta, sorge nello stesso tempo in più luoghi?

«Abbiamo già detto che, durante il sonno del corpo, gli Spiriti comunicano insieme: ebbene, se, svegliati i corpi, parecchi Spiriti ricordano la stessa cosa imparata, parecchi uomini la credono propria invenzione. Quando da voi si dice che una idea è nell’aria, si usa una figura più esatta che non pensiate. Ognuno contribuisce a propagarla senza avvedersene».

Kardec: Il nostro Spirito spesso, senza saperlo, comunica ad altri Spiriti quello che formava la nostra preoccupazione durante il sonno.

420 – Possono gli Spiriti comunicare fra loro, mentre il loro corpo è perfettamente sveglio?

«Lo spirito non è rinchiuso nel corpo come in una scatola: esso irradia tutto intorno, e perciò può comunicare con altri Spiriti, sebbene con maggiore difficoltà, anche allo stato di veglia».

421 – Da che nasce che due persone, perfettamente sveglie, hanno spesso e all’improvviso il medesimo pensiero?

«Dall’essere Spiriti simpatici, che si comunicano, e si leggono a vicenda nel pensiero, anche quando i loro corpi non dormono».

Kardec: Fra Spiriti simpatici, anche incarnati, vi è una tale comunione di pensiero, che al solo vedersi si comprendono senza bisogno di segni esterni e di parole: potrebbe dirsi che si parlano nel linguaggio degli Spiriti.

Letargia, Catalessi, Morte apparente

422 – I letargici e i catalettici generalmente vedono e odono ciò che accade intorno ad essi, ma non lo possono manifestare: è con gli occhi e con gli orecchi del corpo?

«No: con lo Spirito. Questo ha coscienza di sé ma non può comunicare».

– Perché non può comunicare?

«Perché il corpo vi si oppone. Tale stato particolare degli organi vi dà la prova che nell’uomo esiste, oltre il corpo, un’altra forza, la quale agisce mentre quello è inerte».

423 – Può lo Spirito, nel letargo, separarsi interamente dal corpo fino a dargli tutte le apparenze della morte, e poi ritornarvi?

«Nel sonno letargico il corpo non è morto, poiché ci sono funzioni che si compiono: la sua vitalità è in istato latente, come nella crisalide, ma non annientata. Ora, finché il corpo vive, vuol dire che lo Spirito è legato con esso; rotti che siano questi legami dalla morte reale e dalla dissoluzione degli organi, la separazione è completa, e lo Spirito non vi ritorna più. Quando una persona, la quale ha l’apparenza della morte, ritorna in vita, è segno che la morte non era reale».

424 – Si può, con cure apprestate in tempo utile, riallacciare i legami che stanno per rompersi, e rendere alla vita un essere che, senza quei soccorsi, sarebbe morto?

«Certamente, e ne avete prove ogni giorno. Il magnetismo, in tali casi, è un mezzo potentissimo, poiché somministra al corpo nuovo fluido vitale, che prima, essendo troppo scarso, non era sufficiente a mantenere l’esercizio degli organi».

Kardec: Il sonno letargico e la catalessi hanno lo stesso principio, che è la perdita temporanea della sensibilità e del movimento per una causa fisiologica ancora ignota. Differiscono in questo; che nel letargo la sospensione delle forze vitali è generale, e dà al corpo tutte le apparenze della morte, mentre nella catalessi è locale, e può colpire una parte più o meno estesa del corpo, in modo da permettere all’intelligenza di manifestarsi, il che non lascia che essa si confonda con la morte. Il sonno letargico è sempre naturale; la catalessi no, perché può essere anche provocata e distrutta artificialmente dall’azione magnetica. 

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