Quando Gesù ci ha parlato dei poveri di spirito

Quando Gesù ci ha parlato dei poveri di spirito, ci invitava alla semplicità.
È impossibile vivere la vita immersi nell’apparenza, vivere nella superficie, a galla, nella periferia delle cose, delle situazioni, dei problemi.
La semplicità ci porta alla verità dei sentimenti, perché la verità non può essere addobata, falsificata, cammufata. Se così è, allora di verità non si tratta.

La semplicità ci porta indubbiamente all’essenza dello spirito, delle intuizoni, della propria coscienza. 
Colui che vive degli eccessi della materia, assorto nel valore dei soldi, dello status sociale, delle vittorie e conquiste terrene non conoscerà mai a sé stesso, non saprà mai del reale bisogno della propria anima.
La semplicità ci porta all’altro, al al di fuori di noi, a tutto che ci circonda, allontanandoci del nostro centro di gravità,  che è il nostro ego, lo spirito pieno di sè.
Quanto più ci leghiamo alla materia più lontani siamo da noi stessi.
Quanto più legati allo spirito, più siamo vicini alla nostra essenza, che è il punto di partenza.
Poveri di spirito sono i poveri di ego.
I poveri di ego pensano inevitabilmente al prossimo.
Siate quindi semplici.
Siate essenziali.
Siate attenti.
Siate poveri di spirito.
Siate pronti.
Siate liberi.
Solo l’uomo semplice è libero.
E solo chi è libero riesce veramente ad amare, a conoscere, a capire, lontano dalla verità,  dalla prepotenza della capacità intelletiva.
Istruiamoci con semplicità. 
Viviamo con semplicità. 
Comunichiamo con semplicità. 
Impariamo con semplicità. 
E staremo vivendo profondamente la massima di Cristo.
Così sia.

(Aprile 2014)

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