Incontro 14 Maggio 2014

STUDIO: Il Libro degli Spiriti, Libro Secondo, Cap. 8

EMANCIPAZIONE DELL’ANIMA (cont.)

Sonnambulismo

425 – Il sonnambulismo naturale ha qualche rapporto con i sogni? Come si può spiegare?

«Esso è uno stato d’indipendenza dell’anima dal corpo maggiore che nel sogno, e durante il quale le facoltà dello Spirito sono più sviluppate e più sveglie. Il sogno è uno stato di sonnambulismo imperfetto. Nel sonnambulismo lo Spirito è padrone di sé: gli organi materiali, essendo in certo modo in catalessi, non ricevono più le impressioni esterne. Tale stato si manifesta specialmente durante il sonno, cioè quando lo Spirito può abbandonare per qualche tempo il corpo, che fruisce del riposo necessario alla materia. I fatti del sonnambulismo si producono quando lo Spirito, intento ad una data cosa, fa un’azione che richiede l’uso del suo corpo, di cui allora si serve come voi vi servite di un tavolino o di qualunque altro oggetto materiale nel fenomeno delle manifestazioni fisiche, od anche della vostra mano in quello delle comunicazioni scritte. Nei sogni di cui si ha coscienza, gli organi, compresi quelli della memoria, che cominciano a destarsi, ricevono imperfettamente le impressioni prodotte dagli oggetti o cause esterne, e le comunicano allo Spirito, il quale, allora in riposo a sua volta, non ne percepisce che sensazioni confuse e d’ordinario sconnesse, mescolate come sono con vaghe rimembranze sia di questa esistenza, sia di altre anteriori. Quindi è facile comprendere perché i sonnambuli non si ricordano di nulla, e perché i sogni, dei quali ci ricordiamo, non hanno per lo più alcun senso. E dico per lo più, giacché talvolta sono la precisa reminiscenza di casi di una vita passata, e tal altra anche una specie di intuizione dell’avvenire».

426 – Il sonnambulismo, detto magnetico, ha qualche affinità col sonnambulismo naturale?

«E’ la stessa cosa, ma prodotto con arte».

427 – Che cosa è l’agente chiamato fluido magnetico?

«Fluido vitale, elettricità animalizzata, modificazione del fluido universale».

428 – Qual è la causa della chiaroveggenza sonnambolica?

«Lo abbiamo già detto: l’anima che vede».

429 – Come può vedere il sonnambulo attraverso i corpi opachi?

«Corpi opachi non esistono che per i vostri organi grossolani, mentre la materia, come già vi fu detto, non è di ostacolo allo Spirito, che la attraversa liberamente. Il sonnambulo vi dice di vedere con la fronte, col ginocchio, col gomito, perché voi, ingolfati nella materia, non comprendereste che egli possa vedere senza il soccorso degli organi, e perché egli stesso, giudicando alla vostra maniera, crede di averne bisogno; ma se voi lo lasciaste libero di sé, egli comprenderebbe di vedere con tutte le parti del corpo, o, a dir meglio, di vedere senza l’aiuto di questo».

430 – Se la chiaroveggenza del sonnambulo è quella dell’anima, cioè del suo Spirito, perché non vede tutto, e perché spesso si inganna?

«In primo luogo perché non è dato agli Spiriti imperfetti di veder tutto e tutto conoscere, dal momento che partecipano ancora dei vostri errori e dei vostri pregiudizi; e poi perché fino a che sono legati alla materia non godono di tutte le loro potenze spirituali. Dio ha concesso all’uomo questa facoltà per uno scopo utile e serio, non per insegnargli ciò che non deve sapere; quindi i sonnambuli non possono dire tutto».

431 – Qual è la fonte delle idee innate del sonnambulo, e come può egli parlare con esattezza di cose che ignora da sveglio, e che spesso superano la sua capacità intellettuale?

«Il sonnambulo possiede assai più cognizioni che voi non gli conosciate; ma esse sonnecchiano in lui, essendo il suo involucro troppo imperfetto, perché egli se ne possa ricordare. Voi ben sapete che abbiamo più esistenze corporee: ora, il fine della incarnazione attuale può aver fatto rimanere latenti in lui molte nozioni acquistate nelle anteriori; per la qual cosa, messo che sia nello stato che chiamate crisi, se ne ricorda, ma non sempre con precisione: sa, ma non potrebbe dire né da dove, né come sappia. Passata poi la crisi, ogni rimembranza si dilegua, ed egli rientra nell’oscurità».

Kardec: L’esperienza dimostra, che i sonnambuli ricevono pure comunicazione da altri Spiriti, che suggeriscono ad essi le risposte, e suppliscono così alla loro insufficienza. Questo si scorge in ispecie nelle prescrizioni mediche, in cui lo Spirito del sonnambulo vede la malattia, e un altro gliene indica il rimedio. Questa duplice azione si rivela inoltre evidentissima in alcune espressioni frequentemente adoperate dai sonnambuli: MI SI DICE DI DIRE, NON SI VUOLE CH’IO DICA. In questo ultimo caso è sempre pericoloso insistere per ottenere una rivelazione negata; poiché in tal modo si incoraggiano gli Spiriti leggieri, che cianciano di tutto senza scrupolo e senza curarsi della verità.

432 – Come si spiega la vista di cose lontane in certi sonnambuli?

«L’anima non si trasloca forse durante il sonno del corpo? Lo stesso accade nel sonnambulismo».

433 – Il maggiore o minore svolgimento della chiaroveggenza sonnambolica dipende dalla costituzione fisica, o dalla natura dello Spirito incarnato?

«Da entrambe. Ci sono disposizioni fisiche, che permettono allo Spirito di sciogliersi più o meno facilmente dalla materia».

434 – Le facoltà, di cui gode il sonnambulo, sono quelle dello Spirito dopo la morte?

«Sino a un certo punto, giacché non bisogna trascurare l’influenza della materia, a cui è ancora legato».

435 – Può il sonnambulo vedere gli altri Spiriti?

«Può, ma dipende dal grado e dalla natura della sua lucidità. Qualche volta egli non si accorge con chi ha a che fare, e li prende per esseri corporei. Ciò accade specialmente a coloro che non conoscono lo Spiritismo, poiché, non comprendendo l’essenza degli Spiriti, se ne stupiscono, e li credono corporalmente vivi».

Kardec: Cosa identica accade dopo la morte in coloro che si credono ancora vivi: non si accorgono di alcun cambiamento intorno a sé, credono gli Spiriti vestiti di corpi simili ai nostri, e scambiano la parvenza del proprio corpo per un corpo reale.

436 – Il sonnambulo che vede le cose lontane, vede dal punto ove è il suo corpo, o da quello ove è l’anima sua?

«Perché questa domanda, se non è il corpo, ma l’anima che vede?»

437 – Se dunque è l’anima che si trasloca, come avviene allora che il corpo del sonnambulo abbia le sensazioni del caldo o del freddo che vi è nel luogo in cui si trova l’anima, talvolta anche a distanza enorme?

«L’anima non si è già separata interamente dal corpo, che in tal caso sarebbe morto, ma rimane ad esso unita per mezzo del legame o cordone fluidico che li congiunge, e questo è il conduttore delle sensazioni. Quando due persone corrispondono da una città all’altra per telegrafo, l’elettricità, che corre lungo il filo metallico, ne unisce i pensieri, e perciò esse comunicano fra loro, come se fossero vicine».

438 – L’uso che fa un sonnambulo della sua facoltà, ha importanza sullo stato del suo Spirito dopo la morte?

«Sicuramente, come l’uso buono o cattivo di qualunque altra facoltà, che Dio ha dato all’uomo».

Estasi

439 – Che differenza passa fra l’estasi ed il sonnambulismo?

«L’estasi è un sonnambulismo di grado superiore, perché l’anima dell’estatico gode maggiore indipendenza».

440 – Lo Spirito dell’estatico va nei mondi superiori?

«Sì li vede, e comprende la felicità di coloro che vi abitano, e quindi vorrebbe rimanervi; però vi sono anche mondi inaccessibili agli Spiriti non ancora abbastanza purificati».

441 – Quando l’estatico esprime il desiderio di abbandonare la terra, parla egli sinceramente, e non è trattenuto dall’istinto di conservazione?

«Dipende dal suo grado di elevatezza. Se vede la sua condizione futura migliore della sua vita presente, fa degli sforzi per rompere i lacci che lo tengono legato alla terra».

442 – Se si abbandonasse l’estatico a se stesso, l’anima sua potrebbe proprio separarsi definitivamente dal corpo?

«Sì: potrebbe morire. Quindi giova richiamarlo, ricordandogli la missione che ancora deve compiere sulla terra, e soprattutto facendogli comprendere che, infrangendo la catena che lo tiene unito al corpo, egli non potrebbe più rimanere nel luogo dove scorge che sarebbe felice».

443 – Ci sono cose che l’estatico crede di vedere, ma che sono evidentemente il prodotto di una immaginazione esaltata dalle credenze e dai pregiudizi terrestri. Dunque non è tutto reale ciò che egli vede?

«Ciò che egli vede è reale per lui; ma, essendo il suo Spirito sempre sotto l’influenza delle idee terrene, egli può vedere le cose a modo suo, o meglio, esprimerle in un linguaggio conforme ai suoi pregiudizi e alle sue idee preconcette, od anche alle vostre, per farsi meglio comprendere».

444 – Le rivelazioni degli estatici meritano fede?

«Sì, purché si avverta che anch’essi possono ingannarsi, specialmente quando vogliono penetrare ciò che deve rimanere occulto all’uomo, poiché allora si abbandonano alle proprie idee, o diventano zimbello di Spiriti ingannatori, che approfittano del loro entusiasmo per affascinarli».

445 – Quali conseguenze si possono dedurre dai fenomeni del sonnambulismo e dell’estasi? Non sarebbero essi una specie d’iniziazione alla vita futura?

«L’uomo per mezzo di questi fenomeni intravede la vita avvenire e la passata. Studiando quei fenomeni, vi troverà la spiegazione di molti misteri, che la sua ragione cerca inutilmente di penetrare».

446 – Potrebbero i fenomeni del sonnambulismo e dell’estasi conciliarsi col materialismo?

«Chi li studia in buona fede e senza prevenzione non può essere né materialista, né ateo».

Seconda Vista

447 – Il fenomeno indicato col nome di seconda vista ha qualche rapporto col sogno e col sonnambulismo?

«Sono tutti una sola e medesima cosa. Ciò che voi chiamate seconda vista, è la vista dell’anima, vale a dire dello Spirito, che gode della più grande libertà, quantunque il suo corpo non sia addormentato».

448 – La seconda vista è permanente?

«La facoltà sì: l’esercizio no. Nei mondi meno materiali del vostro gli Spiriti si emancipano più facilmente dal corpo, e comunicano col solo pensiero, senza tuttavia escludere il linguaggio articolato; quindi per essi la seconda vista è per lo più una facoltà permanente: il loro stato normale può paragonarsi a quello dei vostri sonnambuli lucidi, e questa è la ragione per la quale si manifestano a voi con maggiore facilità degli altri, che sono incarnati in corpi più grossolani».

449 – La seconda vista si svolge spontanea, o ad arbitrio di chi ne è dotato?

«Il più delle volte è spontanea: ma spesso vi ha anche molta parte la volontà. Prendete, per esempio, quei tali, che si chiamano indovini, e di cui parecchi hanno questa prerogativa, e vedrete che per provocarla si aiutano con la volontà».

450 – La seconda vista può svolgersi con l’esercizio?

«In gran parte sì: alcuni organismi hanno questa attitudine, e il velo che copre le cose si dissipa».

451 – Da che proviene che la seconda vista sembra ereditaria in certe famiglie?

«In primo luogo dalla somiglianza dell’organismo, che si trasmette come le altre qualità fisiche; e poi da una specie di educazione adatta a svolgere la facoltà, e che si trasmette pure di padre in figlio».

452 – E’ vero che certe circostanze favoriscono lo sviluppo della seconda vista?

«Sì; una malattia, l’imminenza di un pericolo, una forte commozione possono svilupparla, cioè mettere il corpo in uno stato particolare, che permette allo Spirito di vedere quello che voi non potete con gli occhi materiali».

Kardec: I tempi di crisi e di calamità, le grandi commozioni, tutte insomma le cause che sovreccitano il morale, provocano talora lo sviluppo della seconda vista. Pare che la Provvidenza, davanti al pericolo ci dia il mezzo di scongiurarlo. Tutte le sette e tutte le fazioni perseguitate ne offrono numerosi esempi.

453 – Le persone dotate della seconda vista ne sono sempre consapevoli?

«Non sempre: per esse la cosa è naturalissima, e molti credono che, se tutti si osservassero, troverebbero di averla ugualmente».

454 – Si potrebbe attribuire a una specie di seconda vista la perspicacia di alcuni, che, senz’avere in sé alcunché di straordinario, giudicano le cose con maggiore precisione di altri?

«E’ sempre questione dell’anima, che irradia in essi con più libertà, e quindi giudica meglio, anche sotto il velo della materia».

– Può questa facoltà, in certi casi, giungere fino alla prescienza?

«Sì: essa dà anche i presentimenti, poiché vi sono diversi gradi di questa facoltà, e il medesimo soggetto può averli tutti, o solamente alcuni».

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