Incontro 11 Giugno 2014

STUDIO: Il Libro degli Spiriti, Libro Secondo, Cap. 9

INTERVENTO DEGLI SPIRITI NEL MONDO CORPOREO (Cont.)

Influenza degli Spiriti sugli Avvenimenti della Vita

525 – Esercitano gli Spiriti un’influenza sugli avvenimenti della vita?

«Certamente, giacché vi consigliano».

– Esercitano anche questa influenza altrimenti che coi pensieri che ci suggeriscono, o, per dir meglio, hanno essi una azione diretta sulle vicende della nostra vita?

«Sì, ma sempre secondo le leggi della natura».

Kardec: A torto noi crediamo che l’azione degli Spiriti debba manifestarsi con fenomeni straordinari, e vorremmo che ci aiutassero con miracoli, e ce li figuriamo sempre armati di una bacchetta magica. Ma la cosa non è proprio così, e per questo non ci accorgiamo del loro intervento, e quello che facciamo in forza del loro concorso, ci sembra del tutto naturale. Essi, ad esempio, provocano l’avvicinamento di due persone, che sembra s’incontrino per caso; ispirano a qualcuno il pensiero di passare per un certo luogo, richiamano l’attenzione di un altro sopra un dato punto, se ciò deve condurre al risultato che essi si propongono. In questo modo, l’uomo crede di seguire il proprio impulso, e conserva sempre il suo libero arbitrio.

526 – Poiché gli Spiriti hanno un’azione sulla materia possono essi produrre certi effetti, per fare che si compia un avvenimento? Così, ad esempio; un uomo che deve perire, sale una scala; questa si rompe, ed egli vi trova la morte. Sono gli Spiriti che hanno fatto rompere la scala, affinché si compisse il destino di quell’uomo?

«E’ vero che gli Spiriti hanno un’azione sulla materia; ma per il compimento delle leggi naturali, e non per derogarne col produrre ad arbitrio accidenti inattesi e contrari ad esse. Nel vostro esempio, la scala, si è rotta, perché tarlata, e non era così forte da sopportare il peso dell’uomo. Se questi dovesse perire in tal modo, gl’ispirerebbero il pensiero di montare su quella scala, che dovrebbe rompersi sotto il suo peso, e la sua morte avverrebbe per un effetto naturale, senza bisogno di fare alcun miracolo».

527 – Prendiamo un altro esempio: un uomo che deve perire fulminato, si rifugia sotto un albero; la folgore scoppia, e lo uccide. Gli Spiriti hanno potuto provocare il fulmine e dirigerlo su di lui?

«Siamo nello stesso caso di prima. La folgore è scoppiata su quell’albero e in quel momento, perché le leggi della natura volevano così, e non perché quell’uomo vi era sotto; ma bensì fu ispirato all’uomo il pensiero di rifugiarsi sotto quell’albero, sul quale il fulmine doveva scoppiare; poiché l’albero ne sarebbe stato colpito, vi fosse sotto l’uomo, o no».

528 – Un uomo male intenzionato scaglia contro qualcuno un proiettile, che lo sfiora, ma non lo colpisce. Può averlo deviato uno Spirito benevolo?

«Se quel tale non deve essere colpito, lo Spirito benevolo gli ispirerà il pensiero di muoversi, o abbaglierà il suo nemico in modo che fallisca il segno, poiché il proiettile, lanciato che sia, segue la linea che deve percorrere».

529 – E i proiettili incantati di certe leggende, che colpivano fatalmente il bersaglio?

«Favole fantastiche. L’uomo tende al meraviglioso, e non si contenta delle meraviglie della natura».

– Gli Spiriti che dirigono gli avvenimenti della vita, possono esserne impediti da altri, che vorrebbero l’opposto?

«Ciò che Dio vuole, deve essere; se vi è ritardo od impedimento, è per sua volontà».

530 – Gli Spiriti leggieri e beffardi possono suscitare quei lievi fastidi, che sconcertano i nostri disegni? Con altre parole: Sono essi gli autori di quelle piccole, ma frequenti contrarietà, che costituiscono le noie della vita umana?

«Essi si compiacciono di quei dispettucci che a voi servono di prove per esercitare la pazienza: ma si stancano presto, se vedono che non la perdete. Però non sarebbe né giusto, né vero incolparli di tutte le vostre disgrazie, che voi stessi vi procurate con la vostra leggerezza. Credete pure, che, se vi si rompono le stoviglie, ne è causa la vostra sbadataggine, e null’altro».

– Gli Spiriti che si compiacciono di fare dispetti, agiscono per animosità personale, o se la pigliano col primo che capita, senz’alcun motivo, solo per maligno divertimento?

«Ora per quello, ora per questo. Alcune volte si tratta di inimicizie contratte in questa o in un’altra vita, le quali vi perseguitano; altre volte non c’è motivo di sorta».

531 – Il malanimo degli esseri, che ci hanno fatto del male sulla terra, cessa con la loro vita corporea?

«Spesso riconoscono la loro ingiustizia e il male fatto; ma anche come Spiriti possono perseguitarvi animosamente, se Dio permette che continui per voi quella prova».

– Si può farla finire? In che modo?

«Sì, pregando per essi, e rendendo loro bene per male, finché non riconoscano il proprio torto. Del resto, qualora sappiate rendervi superiori alle loro macchinazioni, smettono per non sprecare tempo e fatica».

Kardec: L’esperienza prova che certi Spiriti persistono nella vendetta da una esistenza all’altra, e che così, presto o tardi, si espiano i torti che si può aver avuto verso qualcuno.

532 – Hanno gli Spiriti il potere di esimere dai mali i loro protetti, e di far piovere su di essi la prosperità?

«No, perché i mali sono nei decreti della Provvidenza; ma essi alleviano i vostri dolori ispirandovi la pazienza e la rassegnazione. D’altra parte, sappiate, che spesso dipende solo da voi l’evitare quei mali, o almeno l’attenuarli. Iddio vi diede l’intelligenza perché ne facciate uso, ed è specialmente in questo, che gli Spiriti vi possono aiutare assai col suggerirvi buoni pensieri; ma essi non aiutano se non quelli che si aiutano, e quindi fu detto: Cercate, e troverete; bussate, e vi sarà aperto. E sappiate da ultimo che non sempre è un male ciò che vi sembra tale, poiché spesso ne deriva un bene assai maggiore, ma che voi non comprendete, perché pensate solo al presente o alla vostra persona».

533 – Possono gli Spiriti, se pregati di questo, far ottenere i beni di fortuna?

«Qualche volta come prova; ma in generale essi non se ne curano, come noi non ci curiamo di un fanciullo, che fa una domanda sconsiderata».

– Sono i buoni od i cattivi Spiriti, che accordano questi favori?

«Gli uni e gli altri: dipende dall’intenzione; ma più sovente quelli che vogliono trascinarvi al male, perché trovano nelle ricchezze un facile mezzo di farvi deviare dal sentiero della virtù».

534 – Quando certi ostacoli sembrano attraversare fatalmente i nostri disegni, ci vengono essi dall’influenza di qualche Spirito?

«Qualche volta sì, ma di solito dalla vostra inettitudine. La condizione ed il carattere ci hanno gran peso. Se vi ostinate in una via, che non è la vostra, che c’entrano gli Spiriti? Siete voi stessi il vostro genio malefico».

535 – Delle buone venture è al nostro Spirito protettore che dobbiamo rendere grazie?

«Ringraziatene prima Iddio, senza la cui volontà non accade nulla, poi i buoni Spiriti, che ne furono gli agenti».

 – Che cosa succederebbe, se trascurassimo di ringraziarli?

«Quel che succede agli ingrati».

– Nondimeno, vi sono taluni che non pregano, né ringraziano, eppure riescono in tutto?

«Sì, ma aspettate sino alla fine: pagheranno assai cara quella fortuna non meritata, perché quanto più avranno ricevuto, tanto più dovranno rendere».

Azione degli Spiriti sui Fenomeni nella Natura

536 – I grandi fenomeni della natura, che si considerano come una perturbazione degli elementi, sono dovuti a cause fortuite, o hanno tutti un fine provvidenziale?

«Tutto ha una ragione di essere, e non accade nulla senza il permesso di Dio».

– Quei fenomeni hanno sempre per oggetto l’uomo?

«No, almeno direttamente; spesso non devono che ristabilire l’equilibrio e l’armonia delle forze fisiche della natura».

– Comprendiamo perfettamente che la divina volontà ne sia la causa prima; ma siccome sappiamo che gli Spiriti agiscono sulla materia, e sono ministri della volontà di Dio, alcuni di loro non esercitano forse un influsso sugli elementi per agitarli, calmarli, o dirigerli?

«La cosa è evidente, né può essere diversa. Iddio non si occupa dell’azione diretta sulla miseria, ed ha i suoi ministri devoti in ogni grado della scala dei mondi».

537 – La mitologia degli antichi è interamente fondata sulle idee spiritistiche, se non che essi consideravano gli Spiriti come divinità, e attribuivano a questi dèi o Spiriti speciali compiti. Alcuni, secondo loro, erano incaricati dei venti, altri ancora della vegetazione, e così via. Con questa credenza gli antichi si avvicinavano al vero?

«Perfettamente, ed erano ancora al di sotto della verità».

– Per la stessa ragione, allora, ci potrebbero essere Spiriti che abitano nell’interno della terra, e presiedono ai fenomeni geologici?

«Tutti questi Spiriti, per compiere il proprio ufficio di presiedere e dirigere, non hanno nessun bisogno di abitare sopra o dentro la terra. Verrà il giorno, nel quale avrete la spiegazione di questi fenomeni, e li comprenderete meglio».

538 – Gli Spiriti che presiedono ai fenomeni della natura, formano una classe speciale? Costituiscono una speciale categoria di esseri, o sono Spiriti che furono incarnati come noi?

«Che furono, o che saranno».

– Appartengono agli ordini superiori o agli inferiori della gerarchia spiritica?

«A seconda che il loro ufficio sia più o meno intelligente. Gli uni comandano, gli altri eseguono; e chi esegue le cose materiali è sempre di ordine inferiore, così presso gli Spiriti, come presso gli uomini».

539 – Per la produzione di certi fenomeni, per esempio, delle procelle, agisce un solo Spirito, o molti insieme?

«Un numero sterminato».

540 – Gli Spiriti che agiscono sui fenomeni della natura, operano con cognizione di causa o in virtù del libero arbitrio, o per un impulso istintivo meccanico?

«Gli uni in quello, gli altri in questo. Prendiamo un esempio. Figuratevi quelle miriadi di piccolissimi animali che a poco a poco fanno uscire dalle onde isole ed arcipelaghi; credete voi che questo accada senza uno scopo della Provvidenza, e che quella trasformazione della superficie del globo non sia necessaria all’armonia generale? E tuttavia sono piccolissimi esseri dell’infimo ordine che compiono una funzione così importante, e nello stesso tempo provvedono ai propri bisogni, senza sapere di essere gli strumenti di Dio. Ebbene, in egual modo sono utili all’insieme gli infimi Spiriti; mentre fanno le prime prove della vita, prima di avere piena coscienza dei loro atti e di godere del libero arbitrio, agiscono su certi fenomeni, di cui sono gli agenti a propria insaputa: dapprima eseguono; più tardi, quando la loro intelligenza sarà più sviluppata, comanderanno, e dirigeranno le cose del mondo materiale; più tardi ancora potranno dirigere quelle del mondo morale. Così tutto serve, tutto si incatena nella natura, dall’atomo primitivo all’arcangelo, che pure ha cominciato dall’atomo: legge mirabile di armonia, che il vostro Spirito limitato non può ancora comprendere nella sua interezza».

Gli Spiriti nelle Battaglie

541 – In una lunga battaglia ci sono Spiriti, che assistono, e sostengono ciascuna delle due parti?

«Sì; ne stimolano il coraggio».

Kardec: Così, una volta gli antichi ci rappresentavano gli dei, parteggianti per questo, o per quel popolo. Questi dei non erano che Spiriti rappresentati sotto forme allegoriche.

542 – In una guerra, la giustizia non può essere che da una sola parte: come mai ci sono Spiriti che parteggiano per chi ha torto?

«Ben sapete, che ci sono Spiriti i quali non cercano che la discordia e la distruzione; per questi la guerra è guerra, e della giustizia non si preoccupano affatto».

543 – Certi Spiriti possono influire sul generale, mentre egli concepisce il suo piano di campagna?

«Senza dubbio. Gli Spiriti possono influire su questa come su tutte le altre idee».

544 – Allora Spiriti malvagi potrebbero suggerirgli cattive idee allo scopo di perderlo?

«Sì, ma egli ha pure il libero arbitrio. Se il suo criterio non arriva a distinguere un’idea giusta da una falsa, egli ne subisce le conseguenze, e farebbe meglio a ubbidire che a comandare».

545 – Può un generale essere talora guidato da una specie di seconda vista, da una vista intuitiva, che gli faccia prevedere il risultato dei suoi piani?

«Spesso è così per l’uomo di genio, che la chiama ispirazione, e in forza di cui opera con sicurezza. Essa gli viene dagli Spiriti, che lo dirigono, e approfittano delle sue facoltà».

546 – Che fanno gli Spiriti di coloro che cadono in battaglia? Vi prendono ancora parte dopo la morte?

«Alcuni sì; altri se ne allontanano».

Kardec: Ai caduti in battaglia succede come in tutti i casi di morte violenta: lo Spirito, stupito e smemorato, non crede di essere morto, bensì di prendere ancora parte all’azione; solo a poco a poco discerne la realtà.

547 – Gli Spiriti, che da vivi combattevano in campo diverso, dopo la morte si riconoscono per nemici, e sono ancora accaniti l’uno contro l’altro?

«In principio può darsi; ma, allo schiarirsi delle idee, capiscono che non vi è più fra loro alcuna ragione di animosità. Alcuni, peraltro, ne serbano ancora tracce più o meno forti secondo il loro carattere».

– Intendono ancora il rumore delle armi?

«Perfettamente».

548 – Uno Spirito, che assistesse ad un combattimento come semplice spettatore, sarebbe testimonio della separazione dell’anima dal corpo nei caduti? E come gli si svolgerebbe davanti questo fenomeno?

«Poche morti sono del tutto istantanee. Nel maggior numero dei casi, lo Spirito, il cui corpo fu colpito mortalmente non ne ha subito coscienza. Quando egli poi comincia a riconoscersi, lo si vede accanto alla sua salma, che non desta alcun ribrezzo, perché allora, essendo la vita tutta nello Spirito, questo solo si attira l’attenzione, e quindi a lui solo si parla, a lui solo si comanda».

Patti di Malefizio

549 – C’è qualche cosa di vero nei patti con gli Spiriti malefici?

«Non vi sono patti; ma fra una perversa natura e gli Spiriti perversi corre simpatia. Per esempio, voi avete in mente di recare noia a un vostro vicino, e, non sapendo come fare, invocate l’aiuto di Spiriti inferiori, i quali, al pari di voi, non desiderano che il male: ebbene, benché questi si valgano di voi per compiere i loro malvagi disegni, è possibile che il paziente si possa liberare dalla loro influenza, o con una invocazione contraria, o per fatto della sua volontà. Chi vuole fare del male chiama per naturale conseguenza in suo aiuto Spiriti cattivi, che poi a sua volta è costretto a servire, come essi servirono lui».

Kardec: La dipendenza degli Spiriti bassi, in cui talvolta si trova l’uomo, proviene dal suo cedere ai rei pensieri, che gli suggeriscono, e non da patti di veruna sorta. Il patto, nel senso dato dal volgo a questa parola, è un’allegoria, che accenna alla simpatia fra nature perverse e Spiriti malefici.

550 – Qual è il significato delle leggende fantastiche, secondo cui parecchi avrebbero venduto l’anima a Satana per ottenerne certi favori?

«Tutte le favole contengono un insegnamento morale: il vostro torto si è di prenderle alla lettera. Quelle di cui parlate sono allegorie, che si possono spiegare così: chi chiama in aiuto gli Spiriti per ottenere i doni della fortuna, od altro favore materiale, mormora contro la Provvidenza; rinunzia al compito, a cui si è sobbarcato, e alle prove, che deve subire in questa vita, e ne soffrirà le conseguenze nell’altra. Ciò non vuol dire che la sua anima sia condannata per sempre alle torture; ma poiché, invece di staccarsi dalla materia, egli vi si immerge maggiormente, quanto ha avuto di gioia sulla terra non l’avrà più nel mondo degli Spiriti, finché non l’abbia compensato con novelle prove, forse maggiori e più dolorose. Per la sua sete di godimenti materiali egli si mette alla dipendenza degli Spiriti impuri: fra questi e lui si stringe un tacito contratto, che lo conduce alla sua rovina, ma che gli è sempre agevole di rompere con l’assistenza dei buoni Spiriti, se a loro si tiene costantemente unito».

Potere occulto. Talismani, Fattucchieri

551 – Un uomo perverso può con l’aiuto di un cattivo Spirito, che gli sia devoto, fare del male al suo prossimo?

«No; Dio non lo permette».

552 – E’ vera la credenza negli stregoni, che avrebbero il potere di fare incantesimi?

«Certe persone hanno grandissima forza magnetica, di cui, se il loro Spirito è perverso, possono abusare, e in questo caso è facile siano secondate da altri Spiriti malefici; ma non prestare fede a quei pretesi malefici, che non esistono se non nella immaginazione della gente superstiziosa, ignara delle leggi naturali. I fatti che si citano sono nell’ordine di natura, ma osservati male, e, più ancora, male compresi».

553 – Quale può essere l’effetto delle formule e delle pratiche, in forza delle quali certuni pretendono di disporre della volontà degli Spiriti?

«Quello di renderli ridicoli, se sono in buona fede, e in caso contrario di qualificarli furfanti matricolati, degni di severo castigo. Qualunque formula non è che ciurmeria, poiché nessuna parola sacramentale, nessun segno cabalistico, nessun talismano può avere la menoma forza sugli Spiriti, i quali sono attratti soltanto dal pensiero, e non dalle cose materiali».

– Ma qualche volta non hanno dettato certi Spiriti delle formule cabalistiche?

«Sì: parecchi Spiriti v’indicano dei segni e delle parole bizzarre, o vi prescrivono certi atti, coi quali fate ciò che il volgo chiama scongiuri; ma siate certi che quegli Spiriti si burlano di coloro che prestano loro fede, e abusano della loro credulità».

554 – Colui che, a torto o a ragione, ha fiducia nella virtù di un creduto talismano, non può con questa fiducia attrarre uno Spirito? Dal momento che l’efficacia sta nel pensiero, il talismano non potrebbe servire come un segno che aiuti a dirigerlo?

«Verissimo; ma la natura dello Spirito attratto dipende dalla purità della intenzione e dalla elevatezza dei sentimenti, ed è raro, che colui il quale è così semplice da credere alla virtù di un talismano, non abbia un fine materiale, piuttosto che uno morale. In tutti i casi il fatto dimostra una piccolezza e una bassezza d’idee, che attirano gli Spiriti imperfetti e beffardi».

555 – Che si deve intendere per fattucchiere?

«Quelli in buona fede, che il volgo chiama così, sono esseri dotati di certe facoltà speciali come la potenza magnetica o la seconda vista; e allora, siccome fanno cose che la gente non capisce, sono creduti forniti di poteri sovrannaturali. I vostri dotti non passarono spesso per maliardi agli occhi degli ignoranti?»

Kardec: Lo spiritismo e il magnetismo ci danno la chiave di infiniti fenomeni, su cui l’ignoranza ha tessuto un mondo di favole, nelle quali i fatti sono esagerati dalla immaginazione. Lo studio ragionato di queste scienze, che, per così dire, ne formano una sola, svelando la realtà delle cose e la loro vera causa, è l’arma migliore contro le idee superstiziose, poiché dimostra ciò che è possibile, e ciò che è impossibile, ciò che sta nelle leggi della natura, e ciò che non è che una credenza ridicola.

556 – E’ vero che alcuni hanno il dono di guarire col toccare un ammalato?

La potenza magnetica può arrivare fin là, se secondata dalla purezza dei sentimenti e da un ardente desiderio di fare il bene, poiché allora i buoni Spiriti vengono in aiuto; ma bisogna diffidare del modo in cui le cose sono raccontate da persone troppo credule, o troppo entusiastiche, sempre disposte a vedere miracoli nelle cose anche più semplici e più naturali. Occorre inoltre diffidare dei racconti interessati di coloro, che sfruttano la credulità degli sciocchi a proprio vantaggio».

Benedizione e Maledizione

557 – La benedizione e la maledizione possono attirare il bene od il male sul capo di chi ne è l’oggetto?

«Dio non ascolta le maledizioni, ed ai suoi occhi è colpevole chi le pronuncia. Siccome abbiamo in noi le due tendenze opposte, cioè quella del bene e quella del male, può essere che una di queste svolga una momentanea influenza sulla materia; ma essa non si esercita se non per volontà di Dio, e come una prova speciale per colui che ne è l’oggetto. Vero è che, in generale, vengono maledetti i cattivi, e benedetti i buoni; ma siate certi che né la benedizione, né la maledizione può mai distogliere la Provvidenza dalla via della giustizia: essa non colpisce il maledetto, se non quando e perché è malvagio, e la sua protezione non accompagna il benedetto, se non quando e perché lo merita».

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