Chi dona scopre un tesoro…

La donna ricca, felice, che non ha bisogno di utilizzare il suo tempo nei lavori familiari, non potrebbe dedicare qualche ora a lavorare per i suoi simili? Che ella, col superfluo delle sue gioie, acquisti qualche cosa per coprire lo sventurato che trema dal freddo; che, con le sue mani delicate, faccia dei vestiti, grossolani ma caldi; aiuti la madre a coprire il bambino che sta per nascere; se il figlio di lei avrà qualche ricamo di meno, quello della povera avrà più caldo. Lavorare per i poveri è lavorare alla vigna del Signore.

E tu, povera operaia, che non hai del superfluo, ma che, nel tuo amore per i tuoi fratelli, vuoi dare anche quel poco che possiedi, tu che hai un solo tesoro, il tuo tempo, regala loro qualche ora della tua giornata.  Confeziona qualcuno di quei lavori eleganti che sono una tentazione per i fortunati, vendi il lavoro frutto delle tue veglie e potrai, così, procurare qualche conforto ai tuoi fratelli. Avrai forse qualche nastro di meno, ma darai scarpe a chi va a piedi nudi.

E voi, donne devote a Dio, lavorate anche voi alla sua opera, ma che i vostri lavori delicati e costosi non siano buoni soltanto ad adornare le sue cappelle e ad attirare l’attenzione sulla vostra abilità e la vostra pazienza. Lavorate, figlie mie, e fate che il prezzo del vostro lavoro vada a sollievo dei vostri fratelli in Dio. I poveri sono i suoi figli prediletti: lavorare per loro è glorificarlo. Siate per essi come la Provvidenza che dice: Agli uccellini del cielo, Dio offre il cibo. Che l’oro e l’argento che le vostre dita sanno tessere, si trasmutino in abiti e nutrimento per coloro che ne mancano. Fatelo, e il vostro lavoro sarà benedetto.

E tutti voi che potete produrre, date; date il vostro genio, le vostre ispirazioni, il vostro cuore che Dio benedirà. Poeti, letterati, che non siete letti che dalla gente del bel mondo, allietate i loro ozi, ma dedicate il prodotto delle vostre opere a sollievo degli sventurati. Pittori, scultori, artisti di ogni genere, fate che la vostra intelligenza sia d’aiuto ai vostri fratelli: non ne trarrete meno gloria, e vi sarà qualche sofferenza di meno.

Tutti potete dare: a qualsiasi classe apparteniate, vi sarà sempre qualcosa che potete dividere coi vostri fratelli. Quale che sia ciò che Dio vi ha dato, ne dovete una parte a chi manca del necessario, perché al suo posto voi sareste ben felici che qualcuno dividesse con voi. I vostri tesori terreni saranno un po’ minori, ma i vostri tesori in cielo più abbondanti, perché avrete cento volte quanto avrete seminato quaggiù in benefici.

(KARDEC, Il Vangelo Secondo lo Spiritismo, cap. XIII)

 

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