Lascia che i morti seppelliscano i loro morti

 Disse poi ad un altro: “Seguimi!”. Ed egli rispose: “Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre”. Ma Gesù gli disse: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va’ a predicare il regno di Dio”.

                                            (San Luca, Cap. IX, versetti 59 e 60).

Che cosa possono significare queste parole: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti”? Prima di tutto le considerazioni che precedono dimostrano che, nella circostanza in cui sono state pronunciate, non potevano costituire un biasimo contro chi giudicava un dovere di pietà filiale occuparsi di seppellire il padre. Ma esse racchiudono un senso più profondo che soltanto una maggior conoscenza della vita spirituale può far comprendere completamente.

La vita spirituale, infatti, è la vera vita, la vita normale dello Spirito, quella terrena non essendo che transitoria e passeggera, una specie di morte se la si paragona allo splendore ed all’attività della vita spirituale vera. Il corpo non e che un abito grossolano che lo Spirito assume momentaneamente, una vera catena che lo inchioda alle zolle della terra e di cui è ben felice di potersi liberare. Il rispetto dovuto ai morti non proviene dalla loro materia, ma, attraverso il ricordo, al loro Spirito che se ne è allontanato. E’ analogo a quello che si fa per gli oggetti che gli hanno appartenuto, che ha toccato, e che quanti serbano per il morto un vero affetto, tengono come reliquie.

Ciò che quest’uomo non poteva sapere da solo, Gesù glielo insegna, dicendogli: “Non occuparti del corpo, ma pensa invece allo Spirito. Và ad insegnare il regno di Dio, dì agli uomini che la loro patria non è sulla terra ma in cielo, perché solo lassù è la vera vita”.

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