Legge di Eguaglianza

Eguaglianza naturale

803 – Tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio?

Risposta: «Sì, perché tutti tendono allo stesso fine, e perché Dio ha fatto le sue leggi uguali per tutti. Voi dite spesso che il sole splende per tutti, e affermate così una verità più grande e più generale, di quanto non pensiate».

Kardec: Tutti gli uomini sono sottoposti alle stesse leggi della natura; tutti nascono con la medesima debolezza; tutti vanno soggetti agli stessi dolori e il corpo del ricco perisce come quello del povero. Dunque Dio non ha dato a nessun uomo alcuna superiorità naturale, né per la nascita, né per la morte: tutti sono uguali al suo cospetto.

Disparità delle Attitudini

804 – Perché non ha dato Iddio le stesse attitudini a tutti gli uomini?

Risposta: «Dio ha creato uguali tutti gli Spiriti; ma ciascuno di essi ha vissuto più o meno, è quindi ha più o meno imparato. La differenza sta nel grado di esperienza e nella volontà che è il libero arbitrio, per mezzo del quale alcuni si perfezionano più rapidamente, il che dà loro diverse attitudini. La varietà di queste è necessaria, acciocché ognuno possa cooperare ai fini della Provvidenza nel limite dello sviluppo delle sue forze fisiche ed intellettuali: quel che non fa l’uno, fa l’altro, e così hanno tutti il proprio compito utile. Inoltre, poiché tutti i mondi sono solidali fra loro, gli abitanti dei superiori, che nella maggior parte furono creati prima del vostro, vengono ad abitare fra voi per darvi esempio».

805 – Allorché passa da un mondo superiore in uno inferiore, lo Spirito conserva integre tutte le facoltà acquistate?
Risposta: «Vi abbiamo già detto che lo Spirito non retrocede: può scegliere un corpo più rozzo, o una condizione più precaria di quella di prima, ma solo perché gli serva di insegnamento, e lo aiuti a progredire». (Vedi numero 180).

Kardec: La diversità delle attitudini dell’uomo non deriva dalla natura intima della sua creazione, ma dal grado di perfezionamento al quale è pervenuto lo Spirito incarnato in lui. Dunque, Iddio non ha creato facoltà disuguali, ma ha permesso che i vari gradi di sviluppo fossero a contatto, affinché chi è più innanzi possa aiutare a progredire chi è più indietro, e affinché gli uomini, avendo bisogno gli uni degli altri, comprendessero la legge di carità, che li deve stringere insieme.

Disuguaglianze sociali

806 – La disuguaglianza delle condizioni sociali è una legge di natura?

Risposta: «No: è l’opera dell’uomo, non di Dio».

Domanda: – Dunque scomparirà col tempo?

Risposta: «Solamente le leggi di Dio sono eterne. E non vedete che questa disuguaglianza si attenua a poco a poco ogni giorno? Scomparirà del tutto quando cesserà la prevalenza dell’orgoglio e dell’egoismo, e non rimarrà più che la differenza del merito. Verrà un giorno in cui i membri della grande famiglia dei figli di Dio non si riguarderanno come di sangue più o meno puro, poiché più o meno puro non è che lo Spirito, e questo non dipende dallo stato sociale».

807 – Che dire di chi abusa della propria condizione sociale per opprimere il debole a suo profitto?

Risposta: «Guai, guai allo sciagurato! Sarà oppresso a sua volta e rinascerà in una esistenza in cui soffrirà ciò che avrà fatto soffrire agli altri». (Vedi numero 684).

Disuguaglianza delle Ricchezze

808 – La disuguaglianza delle ricchezze non ha radice in quella delle facoltà, che fornisce ad alcuni più mezzi di procacciarsele che ad altri?
Risposta: «Sì e no: e la frode e le ruberie non contano?»

Domanda: – La ricchezza ereditaria però non è frutto delle cattive passioni.

Risposta: «Che ne sapete voi? Risalite alla sorgente, e vedrete che essa non è sempre pura. Potete giurare che in origine non sia stata il frutto di una spoliazione o di una ingiustizia? Ma, tralasciando anche l’origine, che può essere iniqua, credete forse che la cupidigia dell’oro, anche onestamente acquistato, e i desideri segreti di possederlo al più presto siano sentimenti lodevoli? Eppure, sono questi che Iddio giudica, e vi assicuro che il suo giudizio è più severo di quello degli uomini».

809 – Se una fortuna fu male acquistata in origine, è tenuto a risponderne chi la eredita più tardi?

Risposta: «Certamente non è responsabile del male fatto da altri e specialmente se lo ignora; ma persuadetevi che spesso una fortuna tocca all’uomo solo per dargli occasione di riparare ad un’ingiustizia. Beato lui, se lo comprende! Poiché, qualora lo faccia in nome del colpevole, della riparazione avranno merito tutti e due, dal momento che spesso è quest’ultimo che la provoca».

810 – Senza scostarsi dalla legalità qualcuno può disporre dei suoi beni in maniera più o meno giusta. Trapassato che sia, deve egli rispondere del modo col quale avrà ripartito i suoi averi?
Risposta: «Ogni azione porta i suoi frutti: quelli delle buone sono dolci; quelli delle cattive sempre amari. Avvertite che ho detto sempre».

811 – E’ possibile l’assoluta eguaglianza delle ricchezze?

Risposta: «No; vi si oppone il divario delle facoltà e dei caratteri».

Domanda: – Tuttavia, qualcuno crede che in questa eguaglianza si trovi il rimedio ai mali della società: che ne dite voi?
Risposta: «Non può essere che un utopista, o un ambizioso mosso da invidia, il quale non comprende che l’eguaglianza da lui sognata sarebbe subito distrutta dalla forza delle cose. Combattete l’egoismo, vera piaga della vostra società, e non vi perdete in chimere».

812 – Se non è possibile l’eguaglianza delle ricchezze, non sarà possibile neppure quella del benessere?

Risposta: «Questa sì, perché il benessere è relativo, e tutti potrebbero goderne, se s’intendessero bene. Il vero benessere consiste per ciascuno nell’impiego del tempo a suo piacere e non in lavori, per i quali non è portato: ora, poiché ognuno ha differenti attitudini, nessun lavoro utile resterebbe ineseguito. L’equilibrio esiste in tutto: è l’uomo, che lo rompe».

Domanda: – Potranno gli uomini intendersi una buona volta?

Risposta: «Si intenderanno quando praticheranno la legge di giustizia».

813 – C’è qualcuno che si riduce alle privazioni e alla miseria per propria colpa: può esserne incolpata la società?

Risposta: «Sì: in primo luogo perché, come abbiamo già detto, essa è spesso la vera causa delle loro colpe, e poi perché essa ha l’obbligo di curarne l’educazione morale. E troppo spesso una cattiva educazione ne ha falsato il criterio, piuttosto che soffocarne le tendenze perniciose». (Vedi numero 685).

Prove della Ricchezza e della Miseria

814 – Perché da Iddio le ricchezze ad alcuni, ad altri la miseria?

Risposta: «Per provarli in diversa maniera; del resto, sapete bene che esse prove sono scelte dagli Spiriti stessi; e spesso essi soccombono».

815 – Quale delle due prove è più pericolosa per l’uomo: quella dell’avversa, o quella della prospera fortuna?

Risposta: «Ambedue ugualmente: la miseria può indurre alla mormorazione contro la Provvidenza; la ricchezza spinge ad ogni sorta di eccessi».

816 – Se il ricco è più soggetto a tentazioni, non ha anche più mezzi per fare del bene?

Risposta: «Ed è appunto quello che non fa sempre: diviene egoista orgoglioso e insaziabile; i suoi bisogni crescono con la fortuna, e crede di non averne mai abbastanza per sé solo».

Kardec: La grandezza mondana e l’autorità dei suoi simili sono prove tanto ardue e pericolose quanto la sventura, poiché quanto uno è più ricco e più potente, tanto più gravi sono i doveri che ha da compiere, e tanto maggiori sono i suoi mezzi di fare il bene ed il male. Dio prova il povero con la rassegnazione; e il ricco con l’uso che fa delle sue dovizie e della sua autorità

La ricchezza e la potenza suscitano tutte le passioni che ci avvincono alla materia, e ci allontanano dalla perfezione spirituale; indi quelle parole di Gesù: “In verità vi dico, è più facile a un cammello passare per la cruna di un ago, che ad un ricco entrare nel regno dei Cieli”. (Vedi numero 266).

Eguaglianza di Diritti dell’Uomo e della Donna

817 – L’uomo e la donna sono eguali davanti a Dio, ed hanno i medesimi diritti?

Risposta: «Non ha egli dato ad entrambi l’intelligenza del bene e del male e la facoltà di progredire?».

818 – Da dove viene l’inferiorità morale della donna in certe contrade?

Risposta: «Dall’autorità ingiusta e crudele, che l’uomo ha preso su di lei. E’ frutto delle istituzioni sociali e dell’abuso della forza sulla debolezza. Fra gli uomini poco progrediti dal lato morale la forza fa il diritto».

819 – Perché la donna è fisicamente più debole dell’uomo?

Risposta: «Perché si capisce che le sono assegnati compiti particolari. L’uomo è fatto per i lavori gravi, perché è più forte; la donna, che è più debole, per i leggieri: e tutti e due per aiutarsi a vicenda nelle prove di una vita piena di amarezze».

820 – La debolezza fisica della donna non la pone per natura sotto la dipendenza dell’uomo?

Risposta: «Dio ha dato la forza a chi l’ha per proteggere il debole, e non per assoggettarlo».

Kardec: Dio ha adattato l’organismo di ciascun essere ai compiti che deve svolgere. Se ha dato alla donna forza fisica minore, l’ha però dotata di maggiore sensibilità in rapporto alla delicatezza del ministero materno e alla debolezza degli esseri affidati alle sue cure.

821 – I compiti a cui la donna è destinata dalla natura, hanno la stessa importanza di quelli riservati all’uomo?

Risposta: «Anche maggiore, poiché le prime nozioni della vita gli vengono da lei».

822 – Poiché gli uomini sono eguali davanti alla legge di Dio devono essere anche eguali davanti alla legge umana?

Risposta: «E’ il primo principio della giustizia: Non fare agli altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi».

Domanda: – Quindi, una legislazione, perché sia perfettamente giusta, deve sancire l’eguaglianza dei diritti nell’uomo e nella donna?
Risposta: «Dei diritti sì, dei compiti no: accade che ognuno abbia il posto determinato secondo la sua attitudine. All’uomo spettano gli affari, alla donna le cure della famiglia. La legge umana, dunque, per essere giusta, deve sancire l’eguaglianza dei loro diritti, poiché ogni privilegio accordato all’uno o all’altra, è contrario all’equità: l’emancipazione della donna segue il progresso dell’incivilimento, la sua servitù è segno positivo di barbarie. I sessi, d’altra parte, non esistono che per rispetto all’organismo fisico, potendo gli Spiriti prenderne ora l’uno ora l’altro, e quindi anche da questo lato non vi è alcuna differenza fra essi, che in conseguenza devono godere degli stessi diritti».

Eguaglianza davanti al Sepolcro

823 – Che cosa è il desiderio di vedere perpetuata la propria memoria con monumenti funebri?

Risposta: «Un ultimo atto di orgoglio».

Domanda: – Ma la sontuosità dei monumenti funebri non proviene, il più delle volte, dai parenti, che vogliono onorare la memoria del trapassato, piuttosto che dal trapassato stesso?
Risposta: «Allora è orgoglio dei parenti, che vogliono esaltare se stessi. Raro è che quelle dimostrazioni tendano ad onorare il morto; spesso, invece, si fanno per amor proprio, per vanità e per sfoggio di ricchezza. Credete forse che la memoria di un essere diletto duri meno nel cuore del povero, perché egli non può portare che un fiore sulla umile fossa? Credete voi che il marmo salvi dall’oblio chi visse inutilmente sulla terra?».

824 – La pompa dei funerali è proprio biasimevole?

Risposta: «No; quando onori la memoria di un uomo dabbene, può essere giusta e di buon esempio».

Kardec: Il sepolcro è l’ultimo albergo di tutti gli uomini; ivi finiscono inesorabilmente tutte le distinzioni umane. Invano tenta il ricco di perpetuare la sua memoria con monumenti fastosi: il tempo li distruggerà, come ha distrutto il suo corpo; così vuole la natura. La memoria delle sue azioni sarà meno peritura che la sua tomba; e, laddove queste siano state turpi, pompa di funerali non ne laverà nemmeno una, né lo farà salire di un grado nella gerarchia spiritica.

(Allan Kardec, Il Libro degli Spiriti. III-9)

Questo articolo è stato pubblicato in Blog da GlaK . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *