Il Nulla. Vita Futura

958 – Perché aborrisce l’uomo istintivamente dal nulla?

Risposta: «Perché il nulla non esiste».

959 – Da che proviene all’uomo il sentimento istintivo della vita futura?

Risposta: «Lo abbiamo già detto prima d’incarnarsi, lo Spirito la conosceva, l’anima conserva una vaga rimembranza di ciò che sa, ed ha veduto nello stato spiritico». 

Kardec: In ogni tempo l’uomo si è occupato del suo avvenire d’oltretomba, ed è naturalissimo. Per quanto peso egli dia alla vita presente, non può considerare quanto essa sia breve e precaria giacché può venire troncata ogni momento, sicché nessuno è sicuro del domani. Che sarà di lui dopo l’istante fatale? Il quesito è grave, poiché non si tratta di breve tempo, ma dell’eternità. Chi deve passare qualche anno in paese straniero pensa e ripensa alla condizione nella quale si troverà. Come, dunque, non ci cureremmo noi di quella nella quale ci troveremo, quando avremo lasciato questo mondo per sempre?

L’idea del nulla ripugna alla ragione. L’uomo, anche più spensierato, giunta l’ora suprema, chiede a se stesso ciò che diventerà, e involontariamente spera. Credere in Dio senz’ammettere la vita futura sarebbe un paradosso. Il sentimento di una esistenza migliore è nella coscienza di tutti gli uomini: Dio non ve lo ha posto invano.

La vita futura implica la conservazione della nostra individualità dopo la morte. E, invero, che c’importerebbe di sopravvivere al corpo, se la nostra essenza morale dovesse perdersi nell’oceano infinito? Sarebbe lo stesso per noi che cadere nel nulla.

(KardecIl Libro degli Spiriti, IV-2)

 

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